ADVENTURELAND

Doccia fredda per James. Vorrebbe studiare giornalismo alla Columbia University e passare l’estate in Europa, il tracollo finanziario del padre lo costringe a trovarsi in fretta un lavoro. Incapace a tutto, privo di esperienze, finisce in un parco divertimenti di Pittsburg. Non i parchi a tema che fanno da sfondo ai racconti di George Saunders (in “Pastoralia” gli sventurati figuranti sono costretti a vivere nelle caverne e a mangiare insetti, in “Il declino delle guerre civili americane” i visitatori sono divisi in schiavi e nativi americani) o di Chuck Palahniuk (in “Soffocare”, Victor Mancini si divide tra le riunioni dei sessuomani anonimi e i costumi con collaretta dei pionieri americani). James finisce in un parco vecchio tipo, dove si scagliano tre palle con modica spesa (i bersagli sono incollati in modo che nessuno possa vincere il gigantesco panda di peluche). Stringe amicizia con Joel, che ha fatto di Platone il suo guru. Snobba la ragazza che tutti ammirano, preferisce parlare di Lou Reed con la brunetta un po’ timida. Lei è Kristen Stewart, l’innamorata del vampiro in “Twilight”. Lui è Jesse Eisemberg, bravissimo in “Il calamaro e la balena di Noah Baumbach, debutto alla regia dello sceneggiatore di Wes Anderson. Per ottimo contorno, un po’ di nomi e facce arrivati dal Saturday Night Live. L’accenno alla crisi potrebbe sembrar cosa d’oggi. Ma il film – largamente autobiografico, Greg Mottola ha davvero lavorato all’Adventureland di Pittsburg – è ambientato a fine anni Ottanta, ancora non esistevano i social network come antidoto alla noia. Il regista si era fatto notare nel 1996 con il divertentissimo “Daytrippers”: moglie che sbarca a Manhattan, con famiglia italoamericana al seguito, per chiedere conto di una lettera d’amore trovata nelle tasche del marito (notare l’occhio lungo sul cast: c’erano Hope Davis, Liev Schreiber, Parker Posey, Stanley Tucci). L’anno scorso girò “Superbad”, massacrato dal titolo italiano “Tre menti sopra il pelo”: il tipo di commedia che da noi stenta a trovar pubblico anche tra gli adolescenti, e viene mandata allo sbaraglio nella calura estiva (intanto all’estero si registrano cifre record: dopo gli ottimi risultati della Francia, nel primo semestre 2009 gli incassi spagnoli sono saliti del 13,5 per cento). “Adventureland” è una più classica educazione sentimentale, non originalissima ma con i tutti dettagli giusti.

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