OUTLANDER – L’ULTIMO VICHINGO

Per chi ama i misteri, o si interroga sui cerchi nel grano e frequenterebbe volentieri – se solo ne avesse uno sotto casa – il “Caffè del complotto” raccontato da Don DeLillo in “Underworld”, i vichinghi sono gli alieni prima degli alieni. Con le loro navi drago (vedi “Pathfinder – La leggenda del guerriero vichingo”), hanno messo piede in America del nord qualche secolo prima dell’usurpatore Cristoforo Colombo. Coinvolti nelle più varie e assurde rivendicazioni, potrebbero perfino aver a che fare con i teschi di cristallo sparsi nel mondo (no, i manufatti non esistono solo nella fantasia di Steven Spielberg e nell’ultima avventura di Indiana Jones: esiste gente convinta che abbiano poteri taumaturgici e siano venuti dallo spazio). Poiché i vichinghi fungono da alieni in un’epoca passata, appena meno innocente della nostra in materia di complotti, vedere un extraterrestre e un vichingo che si incontrano in un film mette una certa curiosità. Per lo meno, a quei bambini capricciosi che – come dicono le mamme – “hanno già tutto”. A loro, e soltanto a loro, consigliamo “Outlander”, con il suo extraterrestre Kainan (Jim Caviezel, che si schianta con l’astronave in un fiordo e impara la lingua del posto in un baleno; quale sia la lingua, lo chiarisce bene Roger Ebert “viking, spoken in english”) e il suo mostro Moorween. Sull’astronave si è infilato clandestino, perché Kainan gli ha colonizzato il pianeta e sterminato i simili, quindi vuole vendetta. Naturalmente, il mostro è tanto orribile che – fa notare ancora Ebert – nessuno scenderà mai in piazza per gridare al genocidio e invocare la punizione dei colpevoli. Funziona l’effetto “sentinella”, così chiamato dal racconto di Fredric Brown con lo stesso titolo. Il soldato protegge l’avamposto, uccide il nemico, e siamo tutti contenti finché scopriamo che il nemico siamo noi: il cadavere rimasto sul campo “aveva solo due braccia e due gambe, di un bianco ributtante e senza squame”. Nel 709, più o meno dalle parti della Norvegia, i villici non sono tanto benevoli verso gli stranieri, e le autorità neppure, soprattutto quando il guerriero concupisce la più bella del paese, e nei dintorni si cominciano a trovare un po’ troppi cadaveri. Messa insieme un po’ di metallurgia locale e un po’ di tecnologia spaziale che sempre viene buona, nascerà un’alleanza tra i villaggi del nord.

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