NOTORIOUS B.I.G

Secondo piccolo film musicale da vedere assolutamente, anche se bisogna mettersi d’impegno. Non durante il film, ma per trovare un cinema che abbia il titolo in cartellone. Il primo era intitolato “Cadillac Records”: uscito in poche copie nelle salette più minuscole dei multiplex, raccontava la leggendaria casa discografica fondata negli anni 50 a Chicago da Leonard Chess, immigrato polacco con una passione per la musica nera. Aveva in catalogo Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Etta James (che ha il volto e la voce di una straordinaria Beyoncé), Chuck Berry. Premiava i suoi artisti con Cadillac fiammanti, non riuscì a tenerli tutti lontani dalla droga. “Notorious B.I.G.” racconta l’infanzia, l’apprendistato, il carcere e i primi successi del gigantesco – nel senso della stazza, che rivestiva di gessati, e del talento - di Christopher Wallace. Il rapper era nato a Brooklyn, figlio di una maestra che lo avrebbe voluto più studioso. Diventò famoso a vent’anni, fu considerato la risposta della East Coast a Tupac Shakur, per un po’ di tempo i due rapper strinsero amicizia, poi scoppiò la guerra. Quattro anni dopo, nel 1997, gli spararono a Los Angeles, all’uscita del locale che aveva ospitato i  Soul Train Music Awards (il rivale era già sottoterra da qualche mese). La parte di Wallace da piccolo, grassottello e occhialuto, tocca al figlio che Notorious B.I.G ebbe in giovanissima età. Produttori, la mamma Violetta Wallace (nel film, Angela Bassett) e Puff Daddy, che hanno messo insieme una squadra totalmente afroamericana. Viene da pensare malissimo, visto che il biopic è più che autorizzato, e mamma Violetta ha voluto scegliere personalmente il protagonista Jamal Woolard, attore e rapper newyorchese che ha messo su venti chili per l’occasione e vanta un paio di incontri ravvicinati con le armi. Gli hanno sparato prima a una chiappa, e di nuovo lo hanno colpito nel gennaio scorso, quando il film fu presentato in anteprima a Greensboro, North Carolina. A sorpresa, il film di George Tillman è molto bello. Per la biografia di un musicista vuol dire: si guarda con molto piacere anche quando la colonna sonora tace, subentrano i dialoghi, vediamo in azione il giovanissimo spacciatore che tiene la roba sotto il letto e i vestiti da strada in una valigia sul tetto. Sale, si toglie la camicia stirata, prende una felpa e un medaglione, sbriga i suoi sporchi affari.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi