FUORI MENU

Anche gli spagnoli schierano il loro “Diverso da chi?”. Avendo però come riferimento Zapatero e Pedro Almodovar, invece dei nostri Franco Grillini e Ferzan Ozpetek, la satira tira fuori qualche pungiglione in più. Non troppi: si tratta comunque di far passare un messaggio di amore e comprensione a dispetto dei pregiudizi, mostrando famiglie allargate più affettuose di quelle ristrette. Però il cuoco checca isterica, che in attesa di stella della guida Michelin strapazza la brigata di cucina mentre dispone verdurine su piatti giganteschi, tre salse come minimo per un boccone di carne (quel tipo di cibo che occupa tre righe sul menu), appare più realistico del deputato di Luca Argentero, come sa chiunque abbia messo piede in un ristorante stellato o gamberato, chiunque abbia letto pettegolezzi di alta cucina alla “Kitchen Confidential” di Anthony Bourdain, chiunque abbia anche soltanto occhieggiato le liste del Partito Democratico alle europee. Javier Cámara – era l’infermiere Benigno in “Parla con lei”, il nome gli rimase addosso dopo che Roberto Benigni rifiutò la parte, per sfortuna sua e fortuna nostra – aggiunge tutte le mossette che servono. Non risulta finora che i guardiani spagnoli dell’orgoglio omosessuale abbiano avuto da ridire. Troviamo perfino un gay che di mestiere non fa l‘architetto ma il calciatore, dettaglio degno di nota in una commedia rivolta al pubblico mainstream. E godiamo qualche battuta politicamente scorretta. I figli dello chef, abbandonati dal padre in tenera età, non sono per niente accomodanti e si vergognano (il maschio fa il macho, la bambina sapiente smonta le favole della buona notte). Purtroppo a un certo punto la mamma muore, e quando la mamma muore anche gli spagnoli si fanno prendere dal sentimento: la cattiveria torna indietro di una generazione, e della comicità si fanno carico i nonnetti e un motorino distrutto in uno scontro. La differenza tra Umberto Carteni e Nacho García Veilla, inventore del format “Médico de familia” (rifatta da noi con il titolo “Un medico in famiglia”), sta nel dosaggio: lo spagnolo tenta qualche strappo e poi rappezza con il sentimento; l’italiano evita gli strappi, limitando le risate, per timore di offendere. Di questo passo, saremo costretti a porgere le nostre scuse all’uomo che scivola sulla buccia di banana, prototipo di tutte le gag.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi