WATCHMEN

Molti record battuti. Per esempio, il primo full frontal di supereroe nudo: appartiene al dottor Manhattan, un omone celestino senza pupille sfigurato dalle troppe radiazioni (le stesse che gli hanno fatto svoltare il cervello verso la New Age). E molti litigi: la Fox ha litigato in tribunale con la Warner, e Alan Moore – che negli anni 80 aveva scritto il fumetto disegnato da Dave Gibbons – come al solito si dissocia. Lo aveva fatto, con migliori ragioni, già ai tempi di “From Hell – La vera storia di Jack lo Squartatore”, “La leggenda degli uomini straordinari”, “V per vendetta”. Non si capisce cosa abbia da ridire su “Watchmen”, riuscito benissimo nonostante la lunghezza e i non magnifici precedenti del regista Zach Snyder (in “300” aveva schierato i gay palestrati spartani contro le drag queen persiane). Pausa, necessaria per dare ai fanatici il tempo di piangere sulla complessità perduta del fumetto che ruba il titolo a Giovenale: “Chi farà la guardia ai guardiani?”. Fine pausa: che altro ci doveva stare, se non facciamo in tempo a godere tutti i dettagli e il film dura quasi tre ore? Il dottor Manhattan è uno dei supereroi americani messi fuorilegge da Richard Nixon, che nel 1985 parallelo del film e del fumetto è stato rieletto per la quinta volta, alle prese con l’Unione Sovietica e la minaccia di una guerra atomica. La guerra del Vietnam è stata vinta, “with a little help of my friends”, e i giustizieri mascherati possono confessare agli amici “non mi divertivo più così tanto dall’omicidio di Woodward e Bernstein”. Nostalgie da pensionati, perché ora hanno appeso le divise al chiodo. Fino a quando uno di loro, detto il Comico, viene assassinato (sulla scena del delitto, rimane lo smiley  macchiato di sangue). Sulle tracce dei colpevoli avanza Roschach, psicopatico che come Dexter usa i propri istinti omicidi a fin di bene: magnifico nella sua faccia coperta di garza, con le macchie nere che cambiano forma (quando viene sottoposto al test, è ancora più divertente). Intanto va a stanare la vecchia banda, tutti supereroi di seconda generazione. L’intelligentissimo Ozymandias, fissato con i faraoni (da lì, e da una poesia di Percy Bysshe Shelley, viene il nome d’arte), il Gufo Notturno e Spettro di Seta che in cerca di emozioni forti – sostitutive del Viagra – salvano i bambini poveri da sicura morte per incendio.

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