GIULIA NON ESCE LA SERA

Grazie a Fulvia Caprara, per aver svelato il finale del film. Non solo questo finale, anche il finale di altri tre titoli ora in sala (“The Reader”, “La siciliana ribelle”, “Revolutionary Road”) e di uno che prossimamente sarà in cartellone, “Le vite private di Pippa Lee”, diretto da Rebecca Miller: il giornalismo non morirà di Internet ma di trend. Grazie, così uno risparmia i soldi del biglietto o può andarsene al primo abbiocco. Per esempio, quando entra in scena lo scrittore in dirittura di premio letterario (si chiama Malaspina, anche un marziano a Roma capirebbe che è lo Strega): con tanti aneddoti, pettegolezzi, invidie da raccontare – con l’anonimato che una sceneggiatura consente – lo scrittore Guido si fa notare per l’opacità. Forse il regista nonché sceneggiatore Giuseppe Piccioni e la cosceneggiatrice Federica Pontremoli pensano che il mondo delle lettere sia uguale al mondo del cinema: mai un urlo, mai uno screzio, mai un coltello dietro la schiena, mai nessuno convinto di essere un genio, il peggio che capita è un gruppo di vecchiette sorde ma votanti da sopportare a cena. Altra occasione per andarsene, quando i personaggi inventati dallo scrittore si materializzano sullo schermo, e la venditrice di ombrelli fa il verso a Catherine Deneuve in “Les parapluies de Cherbourg” di Jacques Demy (possono gli eredi far causa per una citazione sgradita? bisogna denunciare il caso alla vedova Agnès Varda, magari senza dirle subito della scena dove gli ombrelli compaiono sul fondo della piscina, dicono abbia un pessimo carattere). Altra citazione: l’uccelletto di legno regalato a una carcerata, che fa tanto Burt Lancaster in “L’uomo di Alcatraz”. Per il prete che segue la parrocchiana nel locale di lap dance non viene in mente nulla. Per la figlia forse bulimica che legge libri Adelphi (altri editori non esistono, al cinema le copertine non sono abbastanza fotogeniche) dovrebbe far causa Agnès Jaoui. Lo scrittore Guido incontra Giulia, istruttrice di nuoto. Così Luca Bigazzi può mostrare la sua notevole bravura nella fotografia subacquea, e il copione può far tesoro della piscina: “sto a galla ma nessuno mi affonda”, “nuoto bene ma nella vita annaspo”. Fuggono lo sport i ragazzini, serissimi e prematuramente fidanzati in casa. Abbiamo visto Valeria Golino in ruoli peggiori. Valerio Mastandrea in ruoli migliori, e di parecchio.

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