LITTLE SOLDIER (Berlino, concorso)

La strana coppia si fa guardare: una reduce dall’Iraq e una prostituta nigeriana. A complicare la faccenda, il padre della soldatessa si fa chiamare “papi” dalla prostituta, ha messo su casa con lei, e offre alla figlia un lavoro da autista-guardia del corpo (non si sa mai che tipo di clienti prendono appuntamenti). Il vicino di casa è perplesso, e neanche sa il mestiere della bionda sempre in giubbotto e quasi sempre barcollante, per i più vari motivi. La regista danese e i bravi attori reggono bene fin quasi alla fine, quando arriva il momento delle sottolineature.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi