THE SPIRIT

Nulla che cambierà la storia del cinema, la piattezza e il bianco e nero del fumetto avevano già colonizzato il cinema con “Sin City”: in origine, come “300”, una graphic novel firmata da Frank Miller, che dirige da solo “The Spirit” dopo aver condiviso la città del peccato con Robert Rodriguez e lasciato la battaglia greco-persiana delle Termopili a Zach Snyder. Nulla che cambierà lo statuto glorioso dei supereroi sullo schermo: Spider-Man era stato l’eroe del dopo 11 settembre, Iron Man dà fondo a tutta l’ironia possibile senza distruggere il meccanismo, Batman di “The Dark Knight” ha avuto applausi e coltissime disanime, come non se ne leggevano dai tempi di “Matrix”. Nulla che cambierà il posto d’onore assegnato a Will Eisner – maestro di Art Spiegelman e modello di Michael Chabon per “Le fantastiche avventure di Kavalier & Clay” – nella storia del romanzo disegnato. Nulla di tutto questo. Solo un paio d’ore di gran divertimento. Solo una festa per gli occhi, che non fanno in tempo a godersi i dettagli. Solo un detective mascherato, elegantissimo in impermeabile nero e cravatta rossa, che non può morire essendo già morto una volta. Solo una serie di donne da far girar la testa: la ladra di gioielli che lascia come firma la fotografia del proprio magnifico culo; la crocerossina che ogni volta ricuce e medica l’eroe, per vederlo fuggire appresso a una lady assai più dark; la baiadera francese Plaster of Paris; l’angelo della morte Lorelei, che vorrebbe quel che già pregustava quando il cuore era fermo e l’encefalogramma piatto. Solo una città amatissima, che “non si imbelletta ed è costruita con il sangue, il sudore, i muscoli di molte generazioni”, spiega la voce fuori campo di “The Spirit”, personaggio nato negli anni Quaranta e per nulla invecchiato. Si chiama Central City, la ritroviamo nella magnifica serie di fumetti che Will Eisner quarant’anni dopo dedicherà a New York, raccontando storie di fantasmi, tesori nascosti nei tombini, bidoni per la spazzatura, finestre, scale antincendio, lampioni, di cassette postali (da Einaudi Stile Libero). Solo un magnifico rivale: Octopus, nero con un gusto per i travestimenti e schiere di cloni aiutanti, totalmente idioti, battezzati Logos, Ethos, Pathos. Solo una sfilza di battute come “Chiudi il becco e sanguina”, o “Sono The Spirit e prendo a schiaffi i cattivi”.

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