EL ARTISTA

Il matto dipinge tutto il giorno. L’infermiere finge che siano suoi. Mostra, catalogo patinato, prefazione del critico più in voga, vernissage, commenti idioti – “Quando dico interessante vuol dire che non mi interessa”, “Se si capisce non ha valore” –, soldi, interviste, conferenze. Il matto viene fatto uscire dal manicomio, l’ex infermiere lo rifornisce di matite e pennarelli colorati, poi comincia il periodo nero. Inquadrature perfette (fanno risaltare gli interruttori bianchi sul muro bianco), satira sui riti dell’arte contemporanea, e la geniale idea di non mostrare mai i capolavori, avrebbero rotto l’incanto. Beato il paese – l’Argentina – dove due registi così arrivano dalla tv.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi