IL PETROLIERE

Mai letto “Oil!” di Upton Sinclair. “Petrolio!”, con il punto esclamativo raro nei titoli (nota di demerito agli editori per non aver pensato a riproporlo, con i baffoni di Daniel Day-Lewis in copertina: l’unico reperibile sull’Internet Bookshop è “Giungla”, la dura vita di un lituano a Chicago, quartiere dei macelli). Mai letto Sinclair, ma non serve. I riferimenti di Paul Thomas Anderson per il “Petroliere” sono William Faulkner e Flannery O’ Connor. Il primo per aver scritto “L’urlo e il furore”, dal “Macbeth” di Shakepeare: “la vita è una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furia, e che non significa nulla”. La seconda per aver scritto – oltre a splendidi racconti con venditori di Bibbie veri o sedicenti tali - “La saggezza del sangue”. “Un romanzo comico che tratta di un cristiano suo malgrado”, dice la scrittrice, solitamente etichettata come campionessa del gotico sudista. Dove si racconta del giovane Hazel, reduce di guerra e predicatore della "Chiesa della Verità senza Gesù Cristo crocefisso". Nel 1979 la storia è diventata un film, diretto e recitato da John Huston. Guarda caso, proprio l’attore che Daniel Day-Lewis prende a modello, e per alcuni sfacciatamente imita (non abbiamo l’orecchio per gli accenti necessario a dirimere la questione). Proprio quando i romanzieri hanno smesso di dar la caccia al Grande Romanzo Americano, i registi subentrano nel compito. Non solo il californiano Paul Thomas Anderson, che ha alle spalle un girotondo drammatico come “Magnolia”, e un divertissement amoroso come “Ubriaco d’amore”. Ma anche, incredibile a dirsi, l’inglese Ridley Scott: cos’è “American Gangster”, nato da un reportage di Mark Jacobson lungo sì e no trenta pagine, se non un tentativo, piuttosto riuscito, di Grande Romanzo Americano? “Il petroliere racconta vita e ricchezze del cocciuto e misantropo Daniel Plainview, cocciuto e misantropo. Uno che guarda l’umanità e non riesce a farsela piacere. Gira con un bambino adottato, arma segreta per indurre i propiretari dei terreni petroliferi a cederli per poco (Dillon Freasier, un amore). Si scontra con il predicatore (Paul Dano, il ragazzo che non voleva parlare in “Little Miss Sunshine”). I tempi non sono adatti agli impazienti, non tutto è ineccepibile. Ma si potrebbero dire le stesse cose di William Faulkner.

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