WANTED – SCEGLI IL TUO DESTINO

La superiorità dei fumetti o della letteratura di genere (se svolgono l’onesto mestiere senza autocelebrarsi di continuo, come da noi fanno i giallisti) poggia su un serio riciclo dei miti, mentre i letterati cincischiano con il postmoderno. In principio erano le Parche (per i romani), o Moire, per i greci. Un terzetto di implacabili vecchiacce – in altre raffigurazioni, sventate fanciulle – che governavano i destini degli umani. La prima filava il filo della vita, la seconda ne decideva la lunghezza (a suo giudizio insindacabile: neppure gli dei, appaltato il lavoro, potevano interferire), la terza tagliava, arrivato il momento. La graphic novel di Mark Millar e J. G. Jones fa tesoro del suggerimento, inventando una Confraternita che usa i telai come oracoli. Le imperfezioni del tessuto, opportunamente decodificate, producono nomi e cognomi: tutta gente da ammazzare all’istante. Per quanto innocue e gentili possano sembrare al momento, sono persone che si macchieranno di orribili crimini (come nell’altro oracolo futurista, “Minority Report” di Philip Dick). A capo della setta, Morgan Freeman, in uno dei ruoli che ormai i direttori di casting gli affibbiano a scatola chiusa, dopo averlo visto con il completo bianco dell’Altissimo in “Una settimana da Dio”. Lo aiuta nella missione (con braccia magroline, ma letali e tatuate) Angelina Jolie, che pare non abbia fatto altro in vita sua che sparare stando sdraiata sul cofano di un’auto in corsa. Di altro stampo è il giovane Wesley, impiegato vessato in ufficio, cornificato dal suo migliore amico, sempre sull’orlo di un attacco di panico. Finché gli annunciano che suo padre non è morto da decenni ma solo da ieri, che lui si trova in pericolo, che deve decidere rapidamente da che parte stare (intanto scoppia la guerra al supermercato dell’angolo). Timur Bekmambetov – primo regista d’azione nato in Kazakistan con carriera a Hollywood, grazie al successo del fantasy moscovita “I guardiani del giorno” e “I guardiani della notte” – sceglie per la parte James McAvoy, bravissimo attore inglese che parte gobbetta da scrivania e finisce macchina da guerra, dopo allenamenti sanguinari. Per fortuna la pratica mitologia della Confraternita prevede vasche da lussuosa spa con sostanze curative: si solidificano come cera attorno ai corpi, guariscono le peggiori ferite. Adrenalina al massimo, proiettili dotati di vita propria.

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