CERTAMENTE, FORSE

Abigail Breslin era la deliziosa creatura – con la pancia in fuori e le gambette storte – che alla fine di “Little Miss Sunshine” si spogliava e ballava, circondata da una schiera di simil-Barbie e rispettive mamme (tutte furiose). L’aveva istruita il nonno sporcaccione, espulso dalla casa di ricovero perché incline a sostanze proibite dalla legge, non solo dal regolamento interno. Pure con il senno di poi, e dopo averla rivista varie volte, una delle scene più esilaranti del cinema recente: nulla ci era stato tenuto nascosto, né la bizzarria del nonno, né il fatto che la ragazzina si esercita in zampate da pantera fatale. Qualcosa avremmo potuto sospettare. Poiché la scena non è telefonata, ma rispettosa delle sacre regole della sceneggiatura, e poiché il film non ha tempi morti, arriviamo beati per quel che abbiamo visto fino a quel momento, eppure ignari del meglio che ancora deve venire. Isla Fisher era la damigella di nozze assatanata, in “Due single a nozze”, con capacità di appiccico da colla a presa rapida (nella vita sta con Sacha Baron Cohen, che sposerà una volta concluso il complicato processo di conversione all’ebraismo, intanto si è portata avanti dandogli una bambina, Olivia). Abigail Breslin e Isla Fisher reggono sulle spalle quasi tutto il peso del film, abbastanza originale nella struttura ma non altrettanto nei dialoghi. Tranne quando entrano in scena le due fuoriclasse, a cui basta mezza battuta di copione per fare miracoli. La prima è la figlia di un giovanotto appena divorziato, la seconda è una delle donne della sua vita, forse addirittura la madre di sua figlia, ma per saperlo bisogna aspettare la fine del film (meno prevedibile delle solite commedie romantiche, dove i due che finiscono davanti all’altare sono quelli che litigano con più furia). Il giovanotto aveva lasciato il Wisconsin nel 1992, per lavorare alla campagna di Bill Clinton. Si ritrova a far le fotocopie, mentre la fidanzata del college non lo riconosce più. Lì incontra Isla, e poi un’amica della sua precedente fidanzata che convive con il relatore della sua tesi: un Kevin Kline scrittore politicamente scorretto. Al padre che riassume la propria vita sentimentale con la frase “tre rapporti importanti e qualche amica”, Abigail Breslin chiede pronta: “Qual è il maschile di sgualdrina?

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