NOI DUE SCONOSCIUTI

Il film fanno litigare – più dei libri, deve dipendere dal fatto che li vediamo più o meno in contemporanea, prima che i brutti ricordi cadano in prescrizione. I film sul lutto fanno litigare ferocemente. Accadde con “La stanza del figlio” di Nanni Moretti, per alcuni commovente e straziante, per altri sentimentale con l’aggravante di qualche effettaccio: chi non ha un brivido al vedere inchiodare una bara? Solo gli adolescenti cresciuti con “Hostel”. Accadde con “Il dolce domani” di Atom Egoyan: metà platea con il groppo in gola, a vedere la riedizione del pifferaio di Hamelin con lo scuolabus che finisce nel lago gelato; gli altri che neppure capivano di cosa si stesse parlando. Farà litigare anche Susanne Bier, la regista danese di “Dopo il matrimonio” e “Non desiderare la donna d’altri” (rari esempi di film originali e non telefonati, per spettatori adulti, senza le pretese e le lentezze degli artisti). Al suo primo film americano - prodotto da Sam Mendes, il regista prodigio di “American Beauty” che ha appena finito di girare “Revolutionary Road”, con Kate Winslet e Leonardo DiCaprio – arruola il premio Oscar Halle Berry, più Benicio del Toro, più David Duchovny di “X-Files” (atteso per il 22 agosto il secondo film tratto dalla serie, diretto da Chris Carter). Sappiamo che il film parla di un lutto, qualcuno morirà: fin troppo facile, schierato il cast, indovinare chi. Muore il padre esemplare, per un gesto esemplare, mentre era fuori per comperare i gelati ai piccini, gettando nello sconforto la ricca vedova: il consorte non era bravo a far da paciere, ma le case le sapeva vendere bene. A questo punto partono le prime scaramucce tra favorevoli e contrari. La vedova invita al funerale un tizio molto stropicciato che si rivela essere il migliore amico del marito, solo che uno è rimasto sulla retta via, e l’altro ha preso la via dell’alcool e delle droghe. Non lo ha mai sopportato, ora le pare un bel gesto. Proseguono le dispute tra chi dice “abbiamo capito già tutto” e chi invece aspetta fiducioso qualche sorpresa. E si accende il dibattito tra chi trova leziosi e inutili i primissimi piani - dell’occhio di Halle Berry o della tazza dei cereali - chi invece li considera utili ed emozionanti. Volendo, anche la scena della disintossicazione agita gli animi. Dove l’abbiamo già vista? In “L’uomo dal braccio d’oro” con Frank Sinatra?

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