QUANDO TUTTO CAMBIA

Colin Firth era Mr Darcy in una miniserie per la tv britannica tratta da “Orgoglio e pregiudizio” (Fitzwilliam il nome di battesimo, che nessuno ricorda mai). Era Mark Darcy in “Bridget Jones” uno e due. Era il vedovo con molti bambini pestiferi in “Tata Matilda” di Kirk Jones, ed è cosa nota nonché universalmente riconosciuta che un vedovo provvisto di prole sdegni la fidanzata conosciuta in un appuntamento al buio per condurre all’altare una dolce Cenerentola. Era uno scrittore in “Love Actually” di Richard Curtis, affranto perché il fratello gli aveva portato via la morosa (giusto in tempo per trovar casa in Portogallo, cercare di finire il romanzo inceppato per il troppo dolore – si sa che le pene d’amore bloccano gli scrittori professionisti mentre scatenano i dilettanti –, consolarsi con una bella cameriera non parlante inglese). Era il pittore Vermeer in “La ragazza dall’orecchino di perla”: molto attento alla composizione e alle luci, non indifferente al fascino della serva-modella. Basta molto meno per entrare nelle agende dei direttori di casting alla voce “uomo di fascino, con qualche ferita in curriculum, serio e affidabile”. Quando a scuola, dopo aver sistemato i rampolli, incontra Helen Hunt con le occhiaie fino a terra (il marito bamboccione l’ha abbandonata senza troppe spiegazioni), la guarda e dice: “Non faccia nulla prima di averci dormito sopra. Non pensi neppure, se prima non ha ricuperato il sonno perduto”. Dimostrando in mezzo minuto: dolcezza, sensibilità, occhio clinico, condizione di neo-separato con figli a carico. Helen Hunt, che dirige il film (tratto da un romanzo di Elinor Lipman mai tradotto, come non lo è “The Latest Grievance”, l’ultima lamentela, “Così sono gli uomini” uscì invece da Polillo nel 1998) e ha la parte dell’insegnante lasciata dal marito, si lascia scappare un mezzo sorriso, foriero di molte promesse. Il marito in fuga sarebbe ordinaria amministrazione, se la poveretta non fosse nel mezzo di un crocevia della morte: la mamma sta in ospedale e la rimbrotta di continuo, l’orologio biologico ticchetta, tutti le dicono di adottare un bambino, ma lei che è stata adottata (prima che la madre riuscisse finalmente a concepire) non ne vuole sapere. Colin Firth passa le sue giornate in macchina, davanti alla scuola della figlia. Noi annotiamo che l’unica idea di “Caos calmo”, romanzo e film, non era originale.

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