CHELSEA ON THE ROCKS (Cannes, fuori concorso)

La targa ricorda Dylan Thomas, trascinato via dalla sua stanza in coma alcolico, dopo che si era bevuto una ventina di wiskhy senza neppure metterci un po’ di soda, o un cubetto di ghiaccio. Ma sono tantissimi i vivi e i morti che rendono unico al mondo il Chelsea Hotel di New York (con vista sulle torri gemelle, abbiamo scoperto vedendo il film di Abel Ferrara, tra documentario e fiction). E’ costruito su un vortice, spiega uno degli inquilini. Mentre l’altro racconta per filo e per segno la sua emorragia cerebrale, e la vecchietta con il carrello del supermercato rientra per la notte. Due attori truccati e imparruccati rifanno Sid Vicious e la sua Nancy. Nessuno dei due supera la somiglianza da filodrammatica, lei pronuncia la battuta “Redemption? It’s nice!”. Degna di un biopic televisivo made in Italy.

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