UN CONTE DE NOËL (Cannes, in concorso)

Le silhouettes raccontano in tre minuti la storia della famiglia che si riunirà sotto l’albero natalizio. I genitori avevano un figlio maschio e una figlia femmina. Il maschio si ammalò di leucemia. Serviva un trapianto di midollo, la sorellina non era compatibile. Fu concepito dunque un altro figlio, neanche lui compatibile. Il figlio malato muore a sette anni, un altro bambino nasce qualche tempo dopo. Abbiamo visto pranzi e cene natalizie rovinati da storie familiari meno tristi. Quindi restiamo in attesa: Arnauld Desplechin aveva presentato a Venezia il bellissimo “Roi et Reine” con Emmanuelle Devos (la ritroviamo qui, constatando che deve avere un agente strepitoso: ha sempre ruoli magnifici) e abbiamo già scommesso su di lui come miglior concorrente del paese ospite. Scommessa vinta. “Racconto di Natale” incanta dall’inizio alla fine. Da quando la madre Junon – ormai nonna, è Catherine Deneuve – scopre che anche lei ha la leucemia, e cerca un donatore compatibile. Alla cena partecipa anche Henri, che da sei anni non parla con la sorella (così ha stabilito il tribunale per una faccenda di debiti). Nella scena più divertente, da girare ai cultori della prevenzione, tutta la famiglia fa calcoli sulla lavagna per sapere se conviene il trapianto o bisogna lasciar fare alla natura. Viene in mente la scena di “A proposito di Schmidt”. Jack Nicholson sa a memoria le statistiche che le assicurazioni usano per calcolare i rischi. Poi esce di casa a imbucare una lettera, e trova la moglie morta sul colpo mentre passava l’aspirapolvere sulla moquette.

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