SOLO UN BACIO PER FAVORE

Dedicato a chi pensa che il cinema e la letteratura - forse anche l’arte di dipingere quadri - siano sport competitivi: ogni volta che viene battuto un record, guai a tornare indietro. Uno bravo decide che il narratore-Dio (“colui che nella creazione è responsabile di ogni cosa, ma non si mostra mai”, secondo la sintesi di Flaubert) appartiene al passato, e subito i meno bravi si adeguano, fino all’illeggibilità. Uno espone una ceramica bianca di uso sanitario in un museo, tanti ne approfittano per riporre i pennelli nell’armadio. Qualcuno decide che i film, per contendere ai videogiochi l’attenzione fluttuante dello spettatore, devono sparare immagini alla velocità di una mitragliatrice, e da allora sbadigliamo in un caleidoscopico fracasso, non meno letale dei piani sequenza (qualcuno vuole spiegare ai registi, ai montatori, ai dirigenti di programmi radio, che la noia non sta nella lunghezza, bensì nel ritmo? attendiamo fiduciosi). Il secondo film del non ancora trentenne regista e attore Emmanuel Mouret in uscita nelle nostre sale – il primo era “Cambio di indirizzo”, molto bello e divertente su un triangolo amoroso, questo è pure meglio, lui ci mette sempre la faccia, che già da sola si fa guardare – va deliziosamente per conto suo. Tanti ottimi dialoghi, poco montaggio, e soprattutto la scommessa di rifare oggi, mostrando a malapena un ginocchio nudo e dimenticando la rivoluzione sessuale, una storia che potrebbe stare nelle “Liaisons dangereuses”, scritte da Choderlos De Laclos a fine settecento. Lì gli incalliti seduttori scrivono lettere su lettere, mentre le oneste e devote signore sposate ne scrivono altrettante, se non qualcuna in più, per ribadire il concetto che scriversi è male, e mai ricascheranno nella trappola (salvo far seguire subito, senza attendere risposta, un’altra lettera per chiarire i dettagli del non scriversi più eventualmente rimasti oscuri). Qui si discute di un bacio, e la conversazione finisce per diventare più coinvolgente di un giro tra lo stesso paio di lenzuola. Émilie non vuole baciare Gabriel - dopo che si sono incontrati per caso a Nantes, hanno scherzato, lui l’ha invitata a cena, e prima che ognuno si ritiri nella sua stanza – perché un bacio non è mai innocente. Lei lo sa per esperienze capitate a una coppia di amici parigini. Gabriel non vorrebbe crederci, ma Émilie ha le prove.

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