3CIENTO CHI L’HA DURO… LA VINCE

Confermiamo: un film con questo titolo esiste (in Italia, i registi lo avevano sobriamente intitolato “Meet the Spartans”, vieni a conoscere gli spartani). Siamo andati a vederlo, se non altro per capire come abbia potuto, qualche mese fa, salire in cima alle classifiche degli incassi Usa. La curiosità era cresciuta quando Aaron Willis, sul Village Voice, aveva scritto: “Basta, ora mi trasferisco in Europa”, l’equivalente cinefilo del proclama pre-elezioni “Se vince Bush emigro”. Invece di fargli ciao con la manina all’aeroporto, come minacciava Tom Wolfe trovando immancabilmente deserta la sala delle partenze internazionali, promettiamo di accoglierlo a Fiumicino con i dvd degli ultimi cinepanettoni. Freidberg e Seltzer sono la coppia ridanciana di “Scary Movie”, “Hot Movie” (nato come “Date Movie”, qui si esagera sempre), “Epic Movie” (sottotitolo italiano: “Non è vero che troppe saghe fanno male”). Ogni tanto azzeccano le loro parodie, ogni tanto no. Molto dipende dal materiale di partenza: i film presi in giro a volte sembrano già auto-parodie, a dispetto delle intenzioni. Lo era “300” di Zach Snyder, tratto dalla graphic novel di Frank Miller, magistralmente riassunto da una lettrice della rivista francese Première con queste parole: “Leonida, alla testa dei suoi trecento Chippendales, combatte alle Termopili contro Jean Paul Gaultier. Tradito dal gobbo Quasimodo, soccombe all’assalto dei guerrieri ninja” (chi ha visto il film, sa che si tratta di una precisa e fedele descrizione: la battaglia oppone gay dagli addominali scolpiti a un esercito di drag queen). Lo sfottò comincia con un piccino verde che somiglia al figlio di Shrek, gettato via alla nascita perché non corrisponde all’identikit del guerriero spartano. Sui bambini dai tratti vietnamiti, avverte la voce fuori campo, hanno diritto di prelazione Brad Pitt e Angelina Jolie (entrano i primi tra i tanti sosia che vedremo nel film). Più avanti spunta Paris Hilton deforme come il gobbo di Notre Dame (la lettrice di Première dovrebbe far causa per plagio). I tredici spartani avanzano al ritmo di “I will survive”, con gli addominali disegnati dal trucco. Molte battute grevi, molti riferimenti alla tv americana, divertente apparizione di Ken Davitian come Serse sovrappeso in gonnellino, ciabatte dorate e piercing. Nudo, lottava con Borat che lo aveva sorpreso in intimo atteggiamento con la foto di Pamela Anderson.

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