10 COSE DI NOI

Siamo da anni fermamente convinti che basti un’idea per girare un film (far confronti tra il cinema italiano e quel che capita di vedere all’estero, aiuta). I soldi possono arrivare oppure no, possono essere tanti oppure pochi. Ma quando c’è l’idea, sostenuta da una sceneggiatura degna del nome, ne esce sempre qualcosa che vale il paio d’ore passate davanti allo schermo (a proposito: tra le Grandi Domande Sempre Inevase c’è la seguente: come trascorre le sue giornate chi schifa qualunque film come “ore di vita buttate via”?). Siamo da anni convinti che basti un’idea per girare un film, e che l’idea non debba per forza essere originale. Ma non avremo consigliato a nessuno di mettersi al lavoro partendo da così poco: una strana coppia che fa amicizia alla cassa veloce di un supermercato, massimo dieci pezzi. La cassiera, ispanica, è bravissima a fare i conti a mente, e altrettanto brava a capire che un posto così non è adatto a far carriera. Guarda nel cestello, senza bisogno di leggere il codice a barre, e dice il totale. Il cliente è Morgan Freeman. Meglio, un Morgan Freeman con meno successo di quel che ha davvero: nel film, i suoi dvd sono scontati, lui li prende dai cestini e cerca di staccare l’adesivo “Offerta”. Morgan Freeman (“Lui” anche nei crediti, per spingere l’identificazione tra attore e personaggio) si trova alla periferia di Los Angeles per fare ricerche in vista del prossimo ruolo, “in un piccolo film indipendente”. Proprio come questo, diretto dal Brad Silberling che con un po’ di soldi in più aveva girato “City of Angels” (remake del wendersiano “Il cielo sopra Berlino” con Meg Ryan e Nicholas Cage, una delle molte prove che il peggio non conosce limite) e “Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi”. Paz Vega invece era la cameriera calorosa e curvilinea, tutto il contrario della padrona di casa Tea Leoni, in “Splanglish”. Insieme fanno scintille, l’ironia vince sulla melassa sentimentale. La piccola e non originale idea di un mondo che ruota attorno alla cassa di un supermarket ha prodotto, senza parentele o spin off, anche una serie tv ormai al suo secondo anno: “Ten Items or Less”. Stesso titolo, qualche personaggio in più, l’ambientazione a Dayton Ohio, e la rara caratteristica che agli attori non vengono dati i dialoghi, ma solo una scaletta che farà da base per l’improvvisazione.

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