L’AMORE SECONDO DAN

La cliente avanza una richiesta verbosa e contraddittoria: un libro che sia fatto così ma anche cosà, che non stanchi ma neanche faccia star svegli la notte, che distragga ma non tanto, che faccia sorridere ma non ridere di pancia, che commuova senza intristire, “qualcosa che parli dei nostri sbagli che però sono anche le cose giuste che abbiamo fatto, non crede?” (certo, vale anche il contrario). L’abbiamo fatta breve, senza rispettare il gergo da svampita che Juliette Binoche adopera. Il libraio - che libraio non è, ma altro cliente che passa da quelle parti (appuntamento con il destino!) - raccatta una pila di libri e glieli mette in mano. Tra i titoli che abbiamo fatto in tempo ad annotare: Neruda, Emily Dickinson, Gandhi, Flannery O’ Condor e un libro sulla cacca. Scena già nella nostra personale antologia. Assieme al momento di “Molto incinta” dove il futuro padre acchiappa “Great Expectations” di Dickens scambiandolo per un manuale sulla gravidanza. Assieme a “Happy Go-Lucky”, l’ultimo e allegrissimo film di Mike Leigh (non è che porta ritardo perché non mostra né operai né levatrici che fanno aborti clandestini?): la protagonista cerca in ogni modo di attaccar bottone con il libraio, che proprio non se la fila. Chiunque fuggirebbe, davanti a una femmina e a una lettrice come Juliette Binoche. Non Dan, che la invita a prendere il tè e le racconta la sua vita. E’ vedovo con tre figlie femmine, scrive una rubrica di consigli familiari, come sempre accade al cinema (nella vita speriamo di no) è del tutto sprovveduto per quanto riguarda la sua vita privata. La figlia mediana si è appena innamorata di un ragazzino, alla prima sgridata ribatte “se sei preoccupato per il sesso, papà, è lui che non si sente ancora pronto”. “Quale parte della frase dovrebbe rassicurarmi ?” risponde Dan, che ha appena scoperto un tanga tra la biancheria. Poiché genitori e i fratelli lo spingono a trovarsi dopo tre anni una nuova fidanzata,  Dan si butta, e poche ore dopo scopre che la lettrice è la morosa del fratello: passeranno tutti insieme le vacanze. La ragazza conquista subito tutta la famiglia, dalla nonna alle figlie piccole, perché “se nomini un posto o ci ha vissuto o l’ha visitato” (capito il tipo?). Svolgimento senza sorprese, infiocchettato nella versione italiana da battute del tipo “Non sono subdolo, sono Dan”.

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