UN BACIO ROMANTICO

“La torta al mirtillo avanza sempre alla fine della giornata” spiega Jude Law, barista inglese a New York. Proprio come certe ragazze che tutti guardano e nessuno si piglia, pensa la cliente Norah Jones, che è appena stata lasciata dal fidanzato, quindi ha un occhio di riguardo per le rimanenze. Il barista al cinema tende immancabilmente alla filosofia, quindi il nostro indica un barattolo pieno di chiavi, lasciate da tipi che forse non rivedrà più (prestatori di case che lasciano il mazzo al bar, o distratti che in caso di perdita sanno di poter contare su un doppio). Passato tanto tempo, ancora non si sente di buttarle: chi è lui per chiudere porte che altri avrebbero voluto lasciare aperte? Capita che la cliente si addormenti sul bancone, con qualche briciola rimasta sulle labbra. Il barista la guarda e la riguarda, poi toglie acrobaticamente le briciole. E’ il romanticissimo bacio in rovesciata scelto da Wong Kar-Wai per il suo primo film americano. Poiché abbiamo ancora negli occhi – se non nel cuore - “In The Mood for Love” e “2046”, non osiamo sperare che nel menu, oltre alla magnifica immagine, sia prevista anche una trama. Norah Jones partirà, manderà cartoline ai vecchi amici, lavorerà in un bar di Memphis, conoscerà qualche alcolizzato e qualche traditore, tornerà a tempo debito (anche lei ha lasciato un mazzo di chiavi al barista, e certe discussioni sulle videocamere che hanno sostituito i vecchi diari non si dimenticano facilmente). La scena del bacio al mirtillo fra Jude Law e Norah Jones pare sia stata rifatta centinaia di volte, perché il regista non era mai contento del risultato (gli attori si sono prestati ai capricci del regista artista, e non smettono mai di parlarne nelle interviste). A Cannes, invitato con “2046”, il maestro arrivò con la pellicola fresca di laboratorio: aveva usato fino all’ultimo minuto per i ritocchi, facendo saltare una proiezione. Comunque, non si capiva quasi nulla. Fu smontato e rimontato, senza miglioramenti avvertibili dallo spettatore comune (lo spettatore cinefilo applaude a scatola chiusa). Vestiti e inquadrature di “Un bacio romantico” (nell’originale: “My Blueberry Nights”) sono leziosi fino all’inverosimile. Peggio riescono gli spazi o le automobili americane. E il capolavoro tende pericolosamente verso la sfarzosa soap strappalacrime.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi