AWAY FROM HER - LONTANO DA LEI

Fissazione. Difficile trovare un’altra parola. Abbiamo scoperto Sarah Polley, attrice canadese e figlia d’arte, in “La mia vita senza me” di Isabel Coixet: giovanissima e gravemente malata, senza nulla da lasciare in eredità, registrava un nastro per ogni compleanno delle figlie. Ora la catalana Coixet (la pronuncia fa rima con “cachet”) è in concorso a Berlino con il luttuoso “Elegy”, tratto dal romanzo-esorcismo di Philip Roth, “L’animale morente”. Esorcismo perché, mentre in “Patrimonio” racconta la morte del padre e in “Everymen” una storia universale innestata nell’autobiografia (anche se la contofigura ufficiale Nathan Zuckerman non compare), in “L’animale morente” fa morire di cancro la giovane amante del protagonista. Ora Sarah Polley - che fece coppia con Coixet era anche in “La vita segreta delle parole”, altrettanto luttuoso e cicatriziale però brutto - gira un bellissimo e commoventissismo film adattando un racconto sulla vecchiaia di Alice Munro, anche lei canadese. (Siamo anche andati a cercare più indietro, sperando che l’ossessione della non ancora trentenne Polley fosse recente: niente affatto, l’attrice ragazzina era in “Il dolce domani” di Atom Egoyan, meditazione sul lutto dopo che lo scuolabus è finito nel lago). Il racconto di Alice Munro, intitolato “The Bear Came Over the Mountain”, parla di Alzheimer. Malattia finora conosciuta nella versione intellettuale di Iris Murdoch, raccontata in un memoir dal marito John Bayley e nel film “Iris” di Richard Fleischer. Oppure nella versione cinico-negazionista di Barney Panofski, che tempesta i figli di telefonate notturne per farsi dire i nomi dei sette nani. Sarah Polley e Alice Munro scombinano le carte, raccontando una donna fascinosa che si fa ricoverare volontariamente, mentre il marito resiste. Primi sintomi: i post it attaccati ai cassetti di cucina, per sapere cosa contengono; la parola vino che non viene più in mente, anche se hai la bottiglia in mano e gli amici sono pronti con il bicchiere; una passeggiata con gli sci attorno al cottage nell’Ontario, senza ritrovare la strada di casa. Nel mese senza visite che serve al distacco dalla vecchia vita, Fiona si innamora di un altro ricoverato. E tratta come un estraneo il marito che le porta i fiori. L’incantevole Julie Christie sicuramente vincerà un Oscar.

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