LA GUERRA DI CHARLIE WILSON

I miei elettori sono ebrei. Non credo che saranno felici se mi alleo con i musulmani”. Aaron Sorkin, premiato sceneggiatore della serie tv “West Wing” – ora sta scrivendo il prossimo film di Steven Spielberg, “The Trial of Chicago 7”, e pare che Sacha Baron Cohen sarà Abbie Hoffman – fa coppia brillantissima con Mike Nichols del Laureato”, di “Comma 22”, di “Closer”. La storia (vera) del deputato texano Charlie Wilson è tanto avventurosa da sembrare di fantasia. Era innamorato della politica e dell’America da quando, ragazzino, impedì la rielezione del sindaco, nonché vicino di casa, che gli aveva ucciso il cane. Negli anni Ottanta vide Dan Rather con il turbante in testa e cominciò a parteggiare per i ribelli afghani in guerra contro l’esercito sovietico. In combutta con una splendida miliardaria, e qualche volta amante, che bisognava tenere lontana dai microfoni: presentando a una cena di raccolta fondi l’ospite d’onore – il presidente Zia – attacca con la frase: “Non è stato lui ad ammazzare Bhutto” (si intende, il padre di Benazir). Completa il terzetto un agente della Cia: Philip Seymour Hoffman, che nella vita è rossiccio, qui perfettamente credibile con i capelli scuri e unti, bravo anche più del solito (ogni volta lo guardiamo pensando “cosa sarà mai capace di fare questa volta?”: ormai risulta chiaro che la perfetta immedesimazione con Truman Capote era solo l’inizio). Tom Hanks, a culo nudo ma casto, e l’anticomunista Julia Roberts sono una coppia perfetta. Lei non è mai stata così bella dopo “Closer” (dove però aveva camicia bianca e coda di cavallo, non le meringhe color platino che le mettono in testa qui). Lui non è mai stato così simpatico, passando dalla jacuzzi (con squinzie), all’ufficio, sempre con squinzie: “Possono imparare a battere a macchina, non a farsi crescere le tette”. Geniale sintesi sulla mission impiegatizia, pari soltanto alla frase che Cary Grant dice alla segretaria Marilyn Monroe nel “Magnifico scherzo” di Howard Hawks: “Signorina, vada di là e trovi qualcuno che sappia battere a macchina questa lettera”. Intrighi, operazioni segrete, un magistrato che vuole incastrare il politico e si chiama Rudolph Giuliani: la fine è nota, l’avventura appassionante.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi