È morto Chuck Blazer, la gola profonda dello scandalo Fifa

Fu l'uomo che più di tutti contribuì a svelare il sistema di tangenti e corruzione che portò a diversi arresti nel mondo del calcio. Aveva 72 anni

Chuck Blazer

Chuck Blazer con la moglie nel 2010 (foto LaPresse)

È morto ieri, all'età di 72 anni, Charles “Chuck” Blazer. L'ex dirigente del calcio statunitense nel 2011 iniziò a collaborare con gli inquirenti contribuendo a svelare lo scandalo che causò un terremoto all'interno della Fifa, con diversi arresti per associazione a delinquere e corruzione. Blazer, che soffriva di un cancro al colon, di diabete e aveva problemi alle coronarie, è morto in un ospedale del New Jersey, come ha confermato il suo avvocato Mary Mulligan.


Blazer fu il numero due della Concacaf, la Federcalcio di nord e centro America e Caraibi, tra il 1990 e il 2011, mentre dal 1997 al 2013 lavorò nell'esecutivo Fifa. Proprio quattro anni fa finì sotto processo con diverse accuse, cioè corruzione e utilizzo a fini personali di fondi della Concacaf per sostenere il suo stile da bon vivant, come lo definisce il New York Times.

L'ex dirigente venne fermato nel 2011 a Manhattan, diventando ben presto la famosa gola profonda che scoperchiò il caso. “La sua cattiva condotta, per la quale si è assunto piena responsabilità, non deve far dimenticare il suo impatto positivo nel mondo del calcio internazionale. Con la sua collaborazione con l’Fbi e il procuratore di New York, Chuck sperava di aiutare a dare trasparenza alla Concacaf, alla Fifa e al calcio”, ha detto il suo avvocato.

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