Selvaggia Lucarelli e la polemica con Razzi per il selfie con Assad

"Indigna di più un talk fesso dalla Perego che il selfie sorridente di un nostro senatore col genocida Assad", twitta la Lucarelli. Razzi risponde, probabilmente trollando, ma poi la questione si fa seria 

Razzi Assad

Il selfie di Antonio Razzi con Bashar al Assad

Polemica su Twitter tra Selvaggia Lucarelli e Antonio Razzi. Tutto è nato dal selfie con Bashar al Assad pubblicato dal senatore di Forza Italia, che si trova in Siria insieme a dei parlamentari europei e russi: l'obiettivo della delegazione è creare una commissione nel parlamento siriano e favorire il dialogo tra le varie fazioni in guerra nel paese. La Lucarelli ha twittato: “Indigna di più un talk fesso dalla Perego che il selfie sorridente di un nostro senatore col genocida Assad. Che mestizia”, unendo dunque nello stesso post il furore contro un programma tv e un commento politico forte. Immediata la replica di Razzi: “Il talk fesso offende solo le menti. L'incontro con Assad può servire ha costruire un ponte di Pace”. Non passa inosservata la svista grammaticale con quella “h” di troppo. Da lì un botta e risposta al quale si aggiungono altre persone che danno addosso al senatore.

“Cominci a costruire un ponte di pace con la lingua italiana, mi dia retta”, scrive dunque Selvaggia Lucarelli. Razzi non si perde d'animo: “Che noiosa rotorica.Possibile che non sa dire di meglio?”. “Rotorica” anziché retorica, congiuntivo mancato e hashtag “pocoscolarizzato” a chiudere il tweet. Andando avanti nel gioco di tweet, retweet e freddure varie dei molti utenti che prendono parte alla discussione, viene spontaneo chiedersi se Razzi non si sia divertito a trollare tutti.

In realtà la sua spiegazione seria l'ha poi fornita su Facebook: “Sono andato in Siria perché se nessuno ci va, la Siria non viene da te. Ho rischiato molto. Il viaggio è stato vivamente sconsigliato sia dal Presidente del Senato, sia dalla Farnesina. Sono stato imprudente perché io ha una moglie che amo, due figli e due nipoti. Eppure, è stato più forte di me. Assad è Assad, ma dietro quella immagine ci deve essere un essere umano. Non è solo un principio evangelico, si tratta di avere la volontà di chiedere, parlare, cercare di capire”. E ancora: “Dalle mie parti si dice: 'chi vuole va e chi non vuole manda'. Il fatto è che qui nessuno va e nessuno manda. Come si pretende di risolvere crisi gravissime come queste?”.

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