IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara
Il Sudafrica in un tweet
collegamento con il Sudafrica in corso...

Ultimi messaggi dal nostro inviato:

    Segui il nostro inviato su Twitter »

    Il Foglio Mondiale
    La vuvuzela non suona più

    Passate le notti mondiali, il Sudafrica si risveglia più arrabbiato di prima

    Un milione e 300 mila dipendenti in sciopero a oltranza. L’assedio al governo e l’inflazione al 5 per cento

    La favola del Sudafrica celebrata ai Mondiali di calcio ha da ieri il volto furioso dei dipendenti pubblici che  hanno cominciato uno sciopero a tempo indeterminato. Sono più di un milione e non vogliono trattare: a Johannesburg la polizia ha sparato proiettili di gomma per evitare che bloccassero l’autostrada. Gli insegnanti, con la maglietta rossa del loro sindacato, hanno reagito lanciando pietre e mattoni contro gli agenti.

    Continua »

    di Marco Pedersini

    Tutti i luoghi comuni che verranno presi a calcioni dall’Italia prandelliana

    Come cambierà l’estetica non solo pallonara della Nazionale

    Oggi finisce davvero il Mondiale del Sud Africa. Finisce con un comunicato che arriva nel pomeriggio. La lista dei convocati della prima Nazionale di Cesare Prandelli. Chi ci sarà racconterà l’idea del pallone del nuovo commissario tecnico. Cassano, Balotelli, Amauri, s’è scritto di questi tre perché sono stati gli assenti al Mondiale.

    Continua »

    di Beppe Di Corrado

    Perché non possiamo comunque essere come la Spagna

    Finito il Mondiale, ecco il programma minimo: Italia campione nel 2014

    Dopo il giusto, inevitabile trionfo dell’olio d’oliva sul burro, chiudiamo questo tormentone, tornando a noi. All’Italia alle vongole, due pareggi e una sconfitta. Dico subito che mi sono sentito sollevato per l’esito infausto. Uscire bene, a testa alta come vuole l’untuoso cliché delle tante anime belle che si aggirano per l’universo mondo, non è cosa mia. Trentunesimi o giù di lì sedicesimi o ottavi non avrebbe fatto alcuna differenza, sempre sconfitti saremmo stati.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    L'epopea di Alvaro del Bosque

    Gliel’aveva promesso, padre a figlio: “Se vinciamo la alzi”. Calibrando parole e senza inventare, come si fa tra uomini, com’è nel personaggio. Poi ieri, detto e fatto, il baffo ha tenuto fede. Alvaro Del Bosque aspettava a Barajas suo papà Vicente, e non è rimasto deluso: nel tripudio dell’aeroporto, in mezzo ai giocatori, agli scherzi da spogliatoio, alle telecamere, alla nazione riunita, la coppa del mondo l’ha sollevata per davvero.

    Continua »

    di Jacopo Guerriero

    Sudafrica 2010

    Per la gloria (e per i soldi)

    Dalla Fifa alla Spagna passando per Germania e Uruguay, ecco tutti quelli che ci hanno guadagnato

    La diciannovesima edizione dei Campionati del Mondo di calcio, i primi giocati nel continente africano, è andata in archivio con l’inedita vittoria della Spagna, che certifica una supremazia iniziata due anni fa con la conquista degli Europei e il modello Barcellona. Gli spagnoli sono diventati l’ombelico del mondo calcistico, l’esempio da seguire per alcuni, l’eccezione che conferma la regola per altri, convinti che nessun sistema possa essere replicabile altrove.

    Leggi l'ultimo bar sport del Foglio - Leggi tutti gli articoli sul Mondiale

    Continua »

    di Francesco Caremani

    Bar sport il Foglio

    Ora come farete senza di noi?

    Gli avventori foglianti tirano giù la serranda, ma prima si prendono a sediate

    Quanto ci mancheranno i collegamenti di “Notti mondiali” su Rai Uno con lo studio all’aperto di piazza di Siena a Roma, dove Giampiero Galeazzi e Maurizio Costanzo dimostravano al telespettatore gli abissi trash in cui due mostri (sacri?) come loro possono cadere (e con essi tutto il servizio pubblico). Per fortuna pare che la strana coppia Costanzo-Galeazzi tornerà in tv quanto prima.

    Continua »

    Bar sport il Foglio

    Perché le donne non capiscono di calcio? Ma soprattutto: perché gli uomini se lo chiedono?

    Era nell’aria (fritta) da un mese. Dopo giorni di disquisizioni paracalcistiche, al bar del Foglio si è arrivati allo scontro di civiltà. Altro che islam e occidente. Se a “Notti Mondiali” su RaiUno si comportano come alle medie, qui si torna alle elementari. Oggi è maschi contro femmine. Il barman serve da bere e si chiede perché le donne non capiscano di calcio.

    Continua »

    Perché questa potrebbe essere l'ultima Spagna

    Questa può essere l’ultima Spagna. Ha vinto la coppa del mondo e poi si giocherà altro. Perché il punto più alto della storia del pallone iberico coincide con l’ipotesi della sua fine. Guarda la rosa di questa Nazionale: Gerard Piqué, catalano; Carles Puyol, catalano; Sergio Busquets, catalano; Cesc Fabregas, catalano; Andres Iniesta, catalano; Xavi Hernandez, catalano; Pedro Rodriguez, catalano; Victor Valdes, catalano. Otto su 23. Otto che potrebbero non giocare più nella Spagna.

    Continua »

    di Beppe Di Corrado

    Contro il mito del multietnico vincente per forza nel calcio

    L’avrete vista la regina Sofia rallegrarsi negli spogliatoi della Spagna con i suoi giocatori e loro  ad applaudirla con semplicità, non mi pare che il regale sguardo abbia posto nemmeno per un attimo il problema della diversità: eppure c’è più differenza tra un castigliano e un catalano di quanta ce ne possa essere tra un tedesco puro sangue e quegli altri di fattezze e origini turche, kabile o nigeriane.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Spagna contro Orange, un’antica guerra di malintesi e tattica

    Filippo II di Spagna non era come si sa di sangue spagnolo. Ma due cose odiava più di tutto: gli eretici e i sudditi poco rispettosi. Quanto agli eretici diceva che se avesse avuto un figlio sospetto di eresia avrebbe voluto consegnarlo egli stesso alla severità dell’inquisizione e se l’inquisizione fosse stata sguarnita di carnefici avrebbe voluto egli stesso svolgere quell’uffizio.

    Continua »

    di Sandro Fusina

    Guardare il Mondiale a Betlemme

    Una barriera difensiva nella città diventa il maxi schermo per inseguire il sogno mondiale

    Nell’anno dei mondiali di calcio del Sudafrica, il muro o barriera difensiva, a seconda che a parlarne siano palestinesi o israeliani, diventa a Betlemme un luogo di ritrovo per decine di appassionati di calcio. E anche qualche curioso. Il padrone di un ristorante di pesce a pochi metri dai blocchi di cemento alti otto metri ha comperato un maxischermo e lo ha appeso alla barriera.

    Continua »

    Un mese di bar sport

    Ecco tutto quello che i foglianti hanno detto sul Mondiale e di cui potevate tranquillamente fare a meno

    Dal primo giorno dei Mondiali sudafricani il Foglio si è trasformato in un piccolo bar sport, dove redattori, passanti e anonimi hanno detto la loro sulle partite della Coppa del mondo. Qui il Foglio.it ve li ripropone tutti, in attesa di quello in edicola domani e del gran finale di martedì. Dal primo all'ultimo, ecco tutti gli articoli pieni di opinioni di cui potevate benissimo fare a meno.

    Continua »

    Olanda, Spagna o Valensise?

    Sarà l’aria condizionata che funziona, ma per una volta al bar sport del Foglio si discute di cose originali. Per chi si farà il tifo in finale? Lo Prete la butta sulla tattica: “Tifo per gli olandesi, decisamente più discreti degli spagnoli, come sanno tutti i frequentatori di campeggi del Vecchio continente”. Rizzini lo segue.

    Continua »

    La Spagna in finale dice che talento e arte nel calcio non sono opinabili

    Finalmente i tedeschi si sono levati dai “cojones”

    Primo tempo. 6’, lancio verticale di Pedro, Villa anticipa i difensori, il portiere Neuer fa un miracolo. 13’, triangolo in area, Puyol spreca. 19’, cambio di fronte in velocità, apertura a Sergio Ramos, fuori. 21’, lancio di Xavi per Iniesta, Lahm non si fa ingannare. 24’, azione in velocità di Pedro, palla a Villa e tiro sull’esterno della rete. 30’ destro di Xabi dai venti metri, a lato di poco. 44’ veronica di Pedro, calcio d’angolo. 46’, bomba di Pedro, centrale.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Bar sport Il Foglio

    Fuor di metafora

    Se il calcio sia come la vita o no, se Merlo debba fingere con la morosa e se Forlan sia indio come dice Mme V.

    La giornata del bar sport si apre con un’aspra critica a Robben da parte del gestore del bar: “Alla fine è solo un dribblomane, come era Maradona”. Mai paragone fu più offensivo nelle intenzioni di chi lo ha fatto. Il tasto Maradona apre l’inevitabile link a tutta la letteratura cui piace tanto dire che il calcio è metafora della vita (talmente vero da essere diventato falso). E dunque, il calcio metafora della vita o, à la Marcenaro, la vita è metafora del calcio?

    Leggi La Spagna rompe il giocattolo perfetto

    Continua »

    Germania-Spagna 0-1

    La Spagna rompe il giocattolo perfetto

    Nemmeno la soddisfazione di smentire quel saccente del polpo Paul. La Spagna rompe il meccanismo meravigliosamente mitteleuropeo della Germania e manda a casa un Loew a cui nemmeno la maglietta blu dà una qualche soddisfazione. Merito della Spagna, va detto. Gioca bene, meglio dei biancovestiti, pur con eccessi barcelloneti con i quali arrivare in porta sembra a volte una sfida agli dèi. Tanti tocchi, tanta tecnica, tante belle cose, non altrettanta sostanza. Per questo ci vuole un redivivo Puyol.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Spagna-Germania può mandare all'aria un secolo di lotte separatiste

    Diciassette regioni, cinquanta province, tredici lingue e una sola Nazionale. Questa è la Spagna che questa sera cercherà di matare i panzer tedeschi, furiosi come un branco di tori, quando attaccano, ma tatticamente più intelligenti. Una squadra che da quando, due anni fa, ha vinto gli Europei è diventata l’orgoglio di un’intera nazione, facendo da viatico alla stagione monstre del Barcellona, che alle Furie Rosse dà ben 7 giocatori, 8 se consideriamo il neo acquisto David Villa. Ma proprio il capocannoniere della Roja è l’esempio delle contraddizioni spagnole.

    Leggi Il bar sport del Foglio ha già assegnato il Pallone d'oro - Leggi tutti gli articoli del Foglio sul Mondiale

    Continua »

    di Francesco Caremani

    Il bar sport del Foglio ha già assegnato il Pallone d'oro

    Prima che si giochi Olanda-Uruguay, al bar sport del Foglio si discute su chi meriti davvero il Pallone d’oro. Inizia col botto Zuncheddu, sempre informata: “Che è il Pallone d’oro?”. Di parte Ferraresi: “Considerando che per beccarsi il Pallone d’oro bisogna vincere qualcosa, per come stanno andando i Mondiali direi che Javier Zanetti lo merita più di ogni altro”. Cerasa sicuro: “Lo vincerà il numero dieci dell’Inter, anche se il migliore di tutti sarebbe ovviamente super Maicon”.

    Continua »

    Uruguay-Olanda 2-3

    Rivoluzione arancione

    Robben, Sneijder e un sospetto fuorigioco portano l'Olanda in finale. L'orgoglio dell'Uruguay è intatto

    Il sogno celeste finisce con una semifinale dignitosissima in cui l'Olanda mostra di avere complessivamente qualcosa in più. Tipo? Tipo un tiro di Van Bronckhorst (Sì, Giovanni Van Bronckhorst, non Cristiano Ronaldo, Roberto Carlos, Mario Corso, Juninho Pernambucano e nemmeno un Van Persie) da un centinaio di metri che toglie la ragnatela dall'incrocio dei pali, come si diceva una volta.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Lettera agli amici rimasti bambini (dopo Germania-Argentina)

    Quando diventerete grandi?

    Sì, d’accordo, niente eguaglia in purezza e bellezza la faccia triste e le lacrime di chi, non solo nel calcio, è umiliato, stracciato, escluso. Se poi sia in ballo il mito del terzo mondo contro la geometrica e barbarica potenza dei tedeschi, giovani, bene allenati, disciplinati e assistiti da una cancelliera plaudente e abbondante, abbondante e plaudente, il fascino triviale della derrota argentina raddoppia, triplica, si moltiplica per cento.

    Leggi Che palle con ’sta storia del calcio metafora della vita di Andrea Marcenaro - Leggi E’ come dire che Céline aveva le emorroidi di Lanfranco Pace - Leggi il post sul blog Zeru Tituli - Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner

    Continua »

    Giuliano Ferrara

    Quando diventerete grandi?/ 3

    E’ come dire che Céline aveva le emorroidi

    “Amado mio”, per te come per Gilda ho fatto e farò di tutto, persino lasciarmi andare alla previsione che uccide e Dio mi è testimone se non ne ho sbagliate più del grande Eugenio, se non ho fatto vittime a grappoli, a cominciare da quel povero passante di Massimo D’Alema. Ma nel calcio, mio Dio: la previsione è tifo, il tifo si fa con la pancia e la pancia ama i piedi buoni. Il resto è noia.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Quando diventerete grandi?/ 2

    Che palle con ’sta storia del calcio metafora della vita

    Prima di tutto, ho detto “quel fighetta”, di Platini, non quel fighetto. Secondariamente, questa palla mortale che il calcio sia una metafora della vita, possono rimbalzarsela quelli che usano il pallone come Rodotà la privacy. Quelli che amano il calcio, e da piccoli, parlo di me, tutto sapevano di Skoglund, niente di Hegel.

    Continua »

    di Andrea Marcenaro

    Tanta Robben

    Il fuoriclasse dell’Olanda non è Sneijder, ma un ragazzo di cristallo che vincerà il Pallone d’oro

    "Io non salto quando arriva il tackle, mica sono un frocetto” disse tempo fa Arjen Robben, 26 anni, ala destra del Bayern Monaco, il principale talento dell’Olanda che oggi si gioca la semifinale del Mondiale contro l’Uruguay. Senza capire che se invece ogni tanto si scansasse, se fosse meno follia e più logica, giocherebbe con maggiore continuità e vincerebbe a occhi chiusi il Pallone d’oro. Quando gioca, Robben, dimostra quanto vale. Fino al solito infortunio.

    Continua »

    di Rio Paladoro

    Paraguay-Spagna 0-1

    Il pragmatico Villa trascina una Spagna non perfetta

    Due rigori sbagliati e un Paraguay non supino. Villa è la versione iberica di "El segna semper lu". Iniesta enorme. Santa Cruz giocatore da spiaggia

    Se David Villa avesse giocato nell'Inter degli anni Novanta l'avrebbero soprannominato "El segna semper lu", l'epiteto che fu di Maurizio Ganz. Villa risolve tutto quello che c'è da risolvere in un quarto di finale facile soltanto sulla carta. L'attaccante appena acquistato dal Real Madrid segna il gol decisivo, guadagna un rigore (parato), fa massa critica là davanti in una Spagna versione tichitic-tichitoc, causa ampia rappresentanza blaugrana. 

    Leggi La Germania meno tedesca di sempre passeggia sui resti di Maradona - Leggi Il bar sport del Foglio

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Mesut Özil, il turco che più di tutti rappresenta la Nazionale tedesca

    Il passaporto gli permette di indossare la maglia della Germania e di scendere in campo nella sfida di stasera contro i rivali dell’Argentina. La vittoria sarebbe una conferma per il calcio tedesco, che ha raggiunto la semifinale anche ai mondiali 2006, ma per Mesut Özil potrebbe essere una prima volta clamorosa: mai, prima di oggi, un calciatore di origini turche ha avuto tanto successo con la Mannschaft.

    Continua »

    di Luigi De Biase

    Se è questa l’Europa che vince, tenetevela, qui oggi siamo molto mulatte

    Non so come c’è rimasto il Cav. che qualche giorno fa aveva detto a Lula che il Brasile ce l’ha praticamente in casa, nel Milan, e nel cuore da quando l’Italia è fuori, ma magari lui è così, gentile e premuroso con ogni capo di stato che incontra e in fondo non gliene frega proprio niente. So invece che centinaia di milioni di persone innamorate di un calcio unico al mondo sono senza più lacrime. Compreso il coglione che scrive: mi sento affranto per il sogno svanito.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    La Germania meno tedesca di sempre passeggia sui resti di Maradona

    Bastano tre minuti e si capisce che sarà un'altra Germania-Inghilterra, ma senza gol della bandiera e rete fantasma cui attaccare le proprie recriminazioni. Questa Germania così poco tedesca passeggia su un'Argentina che di colpo sembra essere tornata quella delle qualificazioni (sconfitta 6-1 in Bolivia, per capire).

    Leggi Il bar sport del Foglio

    Continua »

    di Piero Vietti

    Bar sport Il Foglio

    I foglianti orange infieriscono su Lippi. Le foglianti sentono l’estate

    Roma. Intorno alle 16 e 30 all’indirizzo e-mail del bar sport fogliante giunge questo messaggio: “Ma hai visto che roba? Non è calcio, è samba. E Robinho? Non è carinissimo? Fammi sapere se fate anche oggi il bar sport. Benché in vacanza, non posso contenermi”. A inviarlo è Marina Valensise, a quell’ora il Brasile è avanti 1-0 sull’Olanda. Da quel momento è caduta libera: autogol di Felipe Melo (e successiva espulsione) e gol vincente di Sneijder.

    Continua »

    Uruguay-Ghana 4-3 (dopo i rigori)

    L'Uruguay esce vittorioso dal delirio di Johannesburg

    Più che un quarto di finale, una tragedia di Euripide. Prima del rigore decisivo El Loco dice: "Mo' je faccio er cucchiaio". Uruguay rivelazione

    Quello del Soccer City di Johannesburg non è un quarto di finale dei mondiali, ma un romanzo di formazione, un disco rock pschedelico, un colpo di fucile nella campagna deserta. Dopo i rigori vince l'Uruguay, ma dal fischio d'inizio fino all'ultimo, incredibile cucchiaio di Abreu, in campo succede qualsiasi cosa. Si parte con gli Orientales in palla e il Ghana che riparte in contropiede. Kingson fa qualche parata di cui tuttora non si capacita, mentre sui rovesciamenti Asamoah Gyan è pericoloso.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Olanda-Brasile 2-1

    C’è un fiume di gente vestita di arancione che da un mese segue l’Olanda attraverso il Sudafrica

    Storia, passione (e sponsor) dell’Oranje Camp

    Pretoria. Viene voglia di fare un tifo matto per l’Olanda, dopo avere passato qualche ora in un parco chiamato Fountains Valley, pochi chilometri fuori da Pretoria. L’Oranje Camp è un modo straordinario per neutralizzare i tifosi violenti e colorare di arancione tutto il Sudafrica. Migliaia di supporter della squadra di Robben e Sneijder dall’inizio di giugno si ritrovano tutti insieme in un campeggio, e da lì si muovono per seguire le partite in una sorta di lunga marcia che attraversa il paese con macchine, bus scoperti e naturalmente fiumi di birra.

    Leggi Il vero G8 che si gioca in Sudafrica - Leggi le previsioni (irrazionali) di Lanfranco Pace - Leggi tutti gli articoli del Foglio su Sudafrica 2010

    Continua »

    di Francesco Viola

    Bar sport Il Foglio

    L’untochiomato Prandelli alla prova fogliante, razzisti biologici astenuti

    In attesa dei quarti di finale del Mondiale più deludente degli ultimi anni (italianamente parlando), al bar sport del Foglio si segue con assonnata eccitazione la presentazione del nuovo commissario tecnico degli Azzurri, Cesare Prandelli: “Voglio un’Italia di qualità, giovane e multirazziale”, ha detto il mister. Questo, invece è quello che hanno detto i foglianti.

    Continua »

    Il vero G8 che si gioca in Sudafrica

    La Germania è uno dei pochi paesi del pianeta dove i risultati sportivi sono proporzionali a quelli economici e viceversa. Repubblica federale parlamentare con più di 80 milioni di abitanti e il quarto PIL nominale del globo terrestre, non solo vanta tre coppe del mondo ma anche tre titoli europei, alle prime ha preso parte diciassette volte ai secondi dieci, ma la cifra che impressiona maggiormente è un’altra: la Germania (già Ovest) è stata presente nel G8 dei Campionati del Mondo dodici volte sulle tredici in cui ci sono stati i quarti di finale.

    Leggi le previsioni (irrazionali) di Lanfranco Pace - Leggi tutti gli articoli del Foglio su Sudafrica 2010

    Continua »

    di Francesco Caremani

    Dato che le previsioni sono irrazionali, qui si dice Brasile-Argentina

    Per coloro che non hanno nulla da fare, e siamo in tanti, che stanno spendendo le ferie su un divano davanti la televisione, e ne conosco almeno un paio, per tutti costoro è un trauma stare un giorno senza. Figurarsi due. Oggi grazie a Dio si ricomincia. Ore 16, Olanda-Brasile, il botto, alle 20 e 30, Uruguay-Ghana. L’indomani, sabato, Argentina contro Germania, altro botto. Chiudono Spagna e Paraguay. Quattro squadre sudamericane, tre europee, un’africana, le magnifiche otto del 2010.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Bar sport il Foglio

    In mancanza di calcio giocato, Rai Uno si dà al sesso Mondiale

    A “Notti Mondiali” su Rai Uno il calcio è sempre più un pretesto per riempire lo studio di Johannesburg con gente che se stesse in Italia direbbe le stesse cose. E se nei primi giorni il trash regnava sovrano solo nei collegamenti con piazza di Siena a Roma dove Giampiero Galeazzi e Maurizio Costanzo fanno la parodia di loro stessi, nelle ultime puntate la gara è aperta. Il conduttore Jacopo Volpi non sa più dove guardare, mentre cerca inutilmente di parlare di calcio.

    Leggi Cercavamo un Bar sport peggiore del nostro e l’abbiamo trovato

    Continua »

    Più calci che calcio

    Avventure e disavventure del soccer africano, tra derby sanguinosi, Apartheid e discriminazione rosa

    Nata con la scusa di un’epidemia di peste, per ghettizzare i neri e gli indiani che vivevano a Johannesburg, oggi Soweto è la township più grande di tutto il Sudafrica. Simbolo dell’Apartheid e della rinascita del paese, ha avuto il suo “Bloody Sunday”, 16 giugno 1976, e il suo Heysel, aprile 2001. Nel ’76, quattro anni dopo il vero ‘sunday bloody sunday’ di Derry, centinaia di persone furono uccise dalla polizia.

    Continua »

    di Francesco Caremani

    La triste sorte di quei marchi che sponsorizzavano gli Azzurri

    La plateale eliminazione della Nazionale italiana dal girone con il più basso rating Uefa ci porta a fare una serie di riflessioni di breve e lungo periodo: considerazioni che mettono insieme reputazione e mancati guadagni, disaffezione dei tifosi e investimenti degli sponsor. La sorprendente vittoria del 2006 aveva creato un effetto moltiplicatore degli sponsor, ufficiali e non, che erano arrivati addirittura a 27 per un totale di 56 milioni di euro di contratti contro i 42 del quadriennio precedente.

    Continua »

    di Michele Boroni

    Il fine settimana disastroso degli arbitri e il nuovo Garrincha

    Arjen Robben fa sempre la stessa finta ma ci cascano tutti. Così lui e Sneijder portano l’Olanda ai quarti di finale

    La Slovacchia è dove avrebbe potuto essere l’Italia e ha preso onorevoli sculacciate. L’Olanda ha vinto senza strafare né sudare. Non è certo l’Olanda di Cruijff che guardavamo come scolaretti perennemente meravigliati, non è nemmeno quella campione d’Europa di Van Basten ma è pur sempre una signora squadra. Una grande difesa, un centrocampo che copre, interdice e rilancia con il contagiri per gli attaccanti rapidi ed efficaci.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Guardie o ladri

    Se sia più giusto considerare l’arbitro uno sbirro o un venduto, consigli per salvare la Fifa da se stessa

    E’ il giorno di Rio Paladoro. In tempi non sospetti aveva scritto sul sito del Foglio che Robben avrebbe vinto il Pallone d’oro. La sua profezia fu seguita dalla sconfitta in Champions League e da uno degli infortuni più stupidi della storia, dopo un tacco lezioso sul finale di un’amichevole vinta 4-1. Ma Rio Paladoro non è Mick Jagger (anche se qualcuno al bar sport lo pensava), ha continuato a credere nel fantasista olandese e questi lo ha ricompensato.

    Continua »

    Argentina-Messico 3-1

    Maradona prende e porta a casa

    Un pasticcio di Rosetti favorisce la vittoria dell'Argentina, che trova ai quarti la Germania. Messico volenteroso e autolesionista

    Dopo  venti minuti spettacolari in cui si vede tanto Messico, il trio Rosetti-Calcagno-Ayroldi regala un gol in fuorigioco che mette i ragazzi di Maradona sul piano inclinato verso la vittoria. La verticalizzazione per Tevez a velocità sostenuta si avvicina alla perfezione, Perez audacemente respinge sui piedi di Messi che disegna una parabola vellutata corretta da Tevez in gol. Fuorigioco netto, nettissimo.

    Leggi Solo un'ombra sulla tempesta perfetta dei tedeschi

    Continua »

    Germania-Inghilterra 4-1

    Solo un'ombra sulla tempesta perfetta dei tedeschi

    Del gol non concesso a Lampard si parlerà per i prossimi 44 anni, ma la Germania è perfetta. L'eroe del giorno è Müller, Rooney in roulotte

    Più che altro Coventry. L’ottavo di finale fra Germania e Inghilterra è da manuale di storia del calcio e non solo, e questa volta sono i tedeschi a sorridere. E complessivamente sorridono con merito, nonostante quella delizia di Lampard che tocca la traversa, rimbalza una iarda oltre la linea di porta, torna sulla traversa e poi fra le braccia di Neuer. Capello esulta, Lampard esulta, l’Inghilterra esulta, ma gol è quando arbitro fischia e sul campo di Bloemfontein quel fischio non arriva.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    “Peggio di Zambia-Italia 4-0”. Parola di chi quel giorno ce ne fece tre

    Tutti a infierire sugli azzurri sconfitti e derelitti

    Ricordate Kalusha Bwalya? Se il nome non vi dice niente fate un salto indietro di ventidue anni e immaginate un’altra giornata come quella di giovedì all’Ellis Park, con uno sconosciuto zambiano che rifilò tre gol alla nostra Nazionale olimpica. Era Seul 1988 (anche se si giocava a Kwangju), finì con un quattro a zero per loro, e Bwalya, che oggi ha 47 anni, ricorda che italiani e africani erano nello stesso albergo nella capitale coreana.

    Continua »

    di Francesco Viola

    Sorpresa in serbo

    Il flop delle squadre africane passa anche dai troppi allenatori stranieri. Se ne salva soltanto uno

    La salvezza dell’Africa passa attraverso un serbo di nome Milo. Almeno così lo chiamano in Ghana, dove due anni fa ha fatto licenziare un tecnico che è un mito del calcio locale, un certo Sellas Tetteh, perché così voleva il presidente della Repubblica.

    Continua »

    di Francesco Viola

    In America è soccer

    Gli Stati Uniti riscattano i sentimenti di crisi con una squadra che ha davvero voglia di vincere

    Il giornalista della Cnn inviato in un pub di New York per dare colore al racconto della partita fra Stati Uniti e Algeria non poteva sperare in un incarico migliore. I suoi colleghi erano tutti impegnati a seguire il drammatico licenziamento del generale Stanley McChrystal da comandante in capo dell’Afghanistan e mentre Suzanne Malveaux con una faccia opportunamente seria si collegava dalla Casa Bianca per dare gli ultimi aggiornamenti lui prendeva la parola in mezzo alla folla eccitata.

    Leggi Sorpresa in serbo

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Bar sport il Foglio

    Pace è in viaggio, ma pure i foglianti non scherzano (senza bisogno di Lsd)

    Zuffa mondiale sul Brasile - Odi coreane - Adelante compañeros

    Lanfranco Pace è in viaggio. Lo sostituisce indegnamente il redattore collettivo del bar sport, guidato da un capo ultrà che non guarda le partite, osserva gli avventori foglianti per captarne umori e commenti (sempre di altissimo livello). Sullo schermo va in onda Brasile-Portogallo. “La partita più bella del Mondiale”, garantisce Cerasa. Sarà uno dei match più noiosi di sempre, tanto che anche le magliette dei lusitani, all’inizio particolarmente luminose, si spengono man mano che la partita avanza (finirà 0-0, entrambe qualificate).

    Continua »

    Verdetto giusto e inoppugnabile. Ma non si può perdere così

    I telecronisti affranti ripetono come un mantra che ci vuole un miracolo e che il miracolo è sempre possibile, il giorno prima c’erano riusciti gli americani proprio all’ultimo secondo. Malu, collaboratore di colore di Sky esperto di calcio africano e in seconda battuta tifoso italiano, dice di essere andato dal più bravo sciamano di Johannesburg: pronostico 2 a 1 e qualificazione dell’Italia, “sofferta”. Ma Dio non c’è nello spicchio di cielo sopra lo stadio e lo sciamano, presi i soldi, è rimasto a casa. E’ solo finis Italiae e del suo regno pallonaro.

    Leggi Gelati, urla belluine, e la certezza che Valensise avrebbe fatto gol il Bar sport del Foglio

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Bar sport Il Foglio

    Gelati, urla belluine, e la certezza che Valensise avrebbe fatto gol

    L’ultima partita degli Azzurri, fra Trastevere e Caporetto. Con un dubbio: Quagliariello e Quagliarella sono parenti?

    “Almeno non vedremo Giampiero Galeazzi e Maurizio Costanzo in Sudafrica”, sospira qualcuno mentre si spengono le luci al neon del bar del Foglio. La strana coppia di “Notti mondiali” aveva infatti minacciato una trasferta di massa a Johannesburg in caso di Italia finalista. Scampata. Ma qui stiamo parlando d’altro. Il pomeriggio fogliante inizia un po’ in sordina, tutti sperano ma non osano dirlo. Ma alle 15.59 ognuno è al proprio posto.

    Continua »

    Tutti a casa

    Il disastro dell'Italia dal primo all'ultimo minuto

    La sconfitta dell'Italia di Lippi contro la Slovacchia raccontata in diretta dall'uomo del Foglio inviato in Sudafrica. Impotenza, erorri e poco carattere fanno tornare a casa una Nazionale incapace di vincere una sola partita contro il Paraguay, la Nuova Zelanda dei dilettanti allo sbaraglio e la Slovacchia di Hamsik. Tutto da ricostruire. Lippi lascia una squadra che è un ammasso di macerie. Senza idee, gambe, leader e gioco.

    Segui il Foglio Mondiale su Twitter - Leggi tutti gli articoli del Foglio sul Mondiale

    Continua »

    Il Real africano vince la Champions ma non ha uno stadio

    E’  un cuore che vola quello del TP Mazembe ed è il cuore dell’Africa, dove TP sta per tout puissant: l’Onnipotente. Sarà perché gioca a 1.000 metri d’altezza, sarà perché ha vinto l’ultima Champions League africana o perché nel 1939 è stata fondata dai monaci benedettini che dirigevano l’Holy Institute Boniface di Elisabethville, il nome coloniale dell’attuale Lubumbashi: dove il calcio era riservato agli studenti che non prendevano i voti.

    Continua »

    di Francesco Caremani

    Biglietti?

    La dura vita dei bagarini al Mondiale sudafricano

    Pochi tifosi e troppi posti vuoti allo stadio

    Ha guadagnato mille dollari in poco più di mezz’ora. Comprando sei biglietti per gli ottavi di finale tra Argentina e Messico e rivendendoli subito a un altro che poi cercherà di piazzarli a sua volta per una cifra ancora più alta. E così via. Fino a quando si raggiungerà un prezzo, il massimo che il mercato consente in quel momento. “Qui funziona come nella vita di tutti i giorni, i biglietti hanno un valore che dipende dalla richiesta che c’è, la cifra che vedi scritta sopra non vale niente”.

    Continua »

    di Francesco Viola

    Dentro o fuori

    Perché oggi alle 16 il lippismo affronta la prova decisiva

    Marcello Lippi mette un punto comunque. Si torna a casa o si ricomincia. Conta per lui, più che per chiunque altro. Perché ora questo è definitivamente il suo Mondiale. Chi gliel’ha fatto fare? E’ la domanda che rimbalza dal Sudafrica alle redazioni dei giornali italiani fino alle tavolate tra amici che stasera ritorneranno nonostante la delusione delle prime due partite. Perché l’Italia spera e Lippi pure. E’ quello che ha più da perdere in questi giorni: il campione del Mondo che rischia di sgretolarsi contro Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia.

    Leggi Se sia giusto comprarsi la partita con la Slovacchia - Leggi  La Slovacchia nel pallone

    Continua »

    di Beppe Di Corrado

    La Slovacchia nel pallone

    Questa settimana due sono i match decisivi che attendono la Slovacchia: il primo se lo gioca in casa; l’altro, della durata di 90 miseri e fondamentali minuti, si gioca oggi in Sudafrica. Anche a Bratislava si attende con ansia il giovedì pomeriggio che deciderà della nostra sorte calcistica, ma gli slovacchi sono ancora più in agitazione per il governo che non si riesce a formare.

    Continua »

    di Carolina de Stefano

    Bar sport il Foglio

    Se sia giusto comprarsi la partita con la Slovacchia

    Meglio Galeazzi di Rubicondi o Albertazzi?

    Poiché in Italia ormai si chiede scusa solo per il calcio, ieri Umberto Bossi ha ritrattato sulle sue affermazioni pre Italia-Slovacchia (“Tanto loro se la sono già comprata”), ma ormai il paese intero era diventato un grande bar sport in cui tutti dicevano la loro sulle modalità con cui gli Azzurri potrebbero arrivare agli ottavi di finale. Non poteva uscire dalla ridda il bar sport del Foglio, i cui avventori si sono esercitati con la consueta generosità sull’argomento.

    Leggi Quanto vi costa partire oggi per vedere Italia-Slovacchia - Leggi tutti gli articoli del Foglio sul Mondiale

    Continua »

    Quanto vi costa partire oggi per vedere Italia-Slovacchia

    Passaporto valido, vuvuzela d’ordinanza, tanto ottimismo e un assegno da 2.600 euro. Ecco cosa dovete mettere nel trolley se in queste ultime ore avete avuto la pazza idea di volare in Sudafrica per assistere alla gara decisiva dell’Italia contro la Slovacchia, oggi ore 16, all’Ellis Park di Johannesburg. La solita partita all’italiana, dentro o fuori, con novanta minuti di sofferenza in attesa del miracolo e lo sguardo distratto a Paraguay-Nuova Zelanda per capire quale sarà il nostro destino iridato.

    Leggi tutti gli articoli del Foglio sul Mondiale

    Continua »

    di Francesco Caremani

    Il trionfo all’ultimo degli americani e la “mind free” degli inglesi

    Dio c’era ma aveva deciso di intervenire solo in seconda battuta: è bastata una ripresa al volo in area a metà del primo tempo di Jermain Defoe, attaccante nero del Tottenham, per salvare l’Inghilterra, la regina e l’allenatore che venne dal Friuli. Va detto che la cattiva sorte sembra accanirsi contro i bianchi. Wayne Rooney che fin dall’inizio non è sembrato in gran forma  non segna: ha colpito un palo e s’è pure infortunato.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Germania-Ghana, fratelli contro

    I Boateng: lo stesso padre, la stessa infanzia, ma due Nazionali diverse

    Zero rapporti. Non si parlano. Non hanno contatti. Neppure una telefonata da quando sono in Sudafrica, a pochi chilometri l’uno dall’altro. Quando due fratelli litigano rimettere le cose a posto è più difficile. E poi di mezzo c’è il calcio, che in questo caso non aiuta. Oggi si troveranno di fronte da avversari. Dentro o fuori: chi perde tra i due probabilmente andrà a casa. Germania-Ghana è anche la sfida tra due ragazzi che hanno lo stesso padre, lo stesso sangue, sono cresciuti insieme e insieme hanno cominciato a dare calci al pallone.

    Continua »

    di Francesco Viola

    Ghana-Germania 0-1

    La Germania batte il Ghana, che ringrazia

    I tedeschi passano come primi e finiscono all'incrocio da urlo con l'Inghilterra. Il Ghana perde, passa e prende gli Stati Uniti

    A voler fare quelli che stanno lì sempre a calcolare, la Germania dovrebbe mettersi con il pallottoliere a capire come arrivare seconda nel girone ed evitare così l’incrocio con l’Inghilterra arrivata seconda (tutto perché nel frattempo l’Australia ha battuto la Serbia). I tedeschi invece pensano soltanto a vincere la partita con il Ghana e ci regalano un ottavo che promette di essere la riproposizione calcistica di ruggini veteroprussiane, con bombardamenti (calcistici, s’intende) all’incrocio fra Dresda e Coventry.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    “Il calcio non è ammesso dal Corano”, al Qaida contro i Mondiali

    Quando alla fine del 2009 scoppiò la prima guerra del football tra Algeria ed Egitto, la galassia jihadista non diede peso agli eventi. Eppure la conquista del biglietto per il Sudafrica da parte dell’Algeria a spese dell’Egitto innescò una serie di incidenti e scontri tanto gravi da culminare in una crisi bilaterale che non migliorò nemmeno con la rivincita egiziana alla Coppa d’Africa due mesi dopo.

    di Fabio Nicolucci

    Continua »

    C’entra molto la Fifa se gli arbitri prendono fischi per fiaschi

    Persino gli svizzeri a un certo punto hanno alzato la voce. Khalil Al Ghamdi, ecco il loro obiettivo. L’arbitro saudita di Svizzera-Cile, quello che ha visto un gomito di Valon Behrami appoggiato sul volto di un avversario. Rosso. Perché? In Sudafrica si sventola manco fosse una corrida. Rosso, rosso, rosso. Non s’è visto nulla di cattivo, però si sono viste le punizioni.

    Continua »

    di Beppe Di Corrado

    Le partite di oggi con i ritratti foglianti/ 3

    Oggi pomeriggio giocano Stati Uniti - Algeria e Slovenia - Inghilterra mentre stasera Ghana - Germania e Australia - Serbia. Tutto quello che c'è da sapere sui  paesi che si scontrano. Tutto tranne il calcio.

     

    Continua »

    Bar sport il Foglio

    E adesso che i bleus sono caduti, noi contro chi si farà il tifo?

    “Ma chi sta giocando?”, chiede il padrone della baracca scendendo le scale del bar sport. “La Francia”, risponde uno dei barman. “La Francia? E quanto fa?”. “Perde 2-0 con il Sudafrica”. “Perde? Ma è meraviglioso!”. Da qui nasce la bandana in alto in questa pagina, ma soprattutto da qui si scatena la discussione fogliante.

    Leggi Le partite di oggi con i ritratti foglianti/ 3

    Continua »

    La vittoria dell’Argentina e la storica partita della Grecia

    Tromboni, enarchi, ghetti incompresi. Le pallonate della Francia Mundial

    Secondo la South African Press Association Francia e Sudafrica sono state le squadre più brutte viste finora, entrambe meritano di uscire in fretta dal torneo. E’cosa fatta. Il Sudafrica è il primo paese organizzatore del Mondiale che non supera la fase a gironi, ma esce bene: quattro punti, una vittoria, un pareggio, una sconfitta. La Francia vicecampione del Mondo esce invece a pezzi.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Le partite di oggi con i ritratti foglianti/ 2

    Oggi pomeriggio giocano Messico - Uruguay e Francia - Sudafrica, mentre stasera Grecia - Argentina e Nigeria - Corea del Sud. Tutto quello che c'è da sapere sui paesi che si scontrano. Tutto tranne il calcio.

     

    Continua »

    Spagna-Honduras 2-0

    La catarsi della Spagna inizia dall'Honduras

    Le furie rosse giocano come sanno e approfittano di un avversario impresentabile per fare morale. Lippi prenda appunti

    La difesa dell'Honduras è stabile quanto il suo governo, dote che semplifica il lavoro agli spagnoli campioni d’Europa. Ma, come l’Italia sa o dovrebbe sapere molto bene, la pochezza altrui non garantisce né risultati né qualità di gioco. L’Honduras è squadra da zero punti in due partite, ma dall’altra parte non ci sono le furie rosa pallido sconfitte da una Svizzera volitiva; gli uomini di Del Bosque iniziano da subito a giocare con quel certo piglio che contraddistingue le squadre che hanno voglia di vincere.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Italia-Nuova Zelanda 1-1

    L'Italia è un romanzo brutto. Speriamo che almeno il finale sia dignitoso

    Cannavaro la combina grossa, le cose non girano. Ma il dramma, oltre ai dettagli, è che nel pareggio non c'è traccia di una squadra

    Quando Cannavaro s’inventa uno degli interventi meno commentabili della storia recente della difesa calcistica, si capisce che l’Italia è in campo è la caricatura di se stessa, una squadra in grado di far paura alla Nuova Zelanda con qualche tiro da fuori, un palo e poco altro. Il resto è parte del grande romanzo dell’Italia di Lippi del dopo Germania.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Italia-Nuova Zelanda finisce 1-1. Il ct: "Dobbiamo fare di più".

    Consigli a Lippi dai Foglianti

    “Vogliamo Schillaci”, “Più Pepe per tutte”, “Un po’ di Paraguay”, “Abbiamo deluso troppo poco”

    Il bar sport del Foglio apre i battenti mentre, sui televisori intelligentemente piazzati alle spalle dei redattori, scendono in campo Portogallo e Costa D’Avorio. Ciò che ancora scuote gli avventori che si affacciano sul bancone a ordinare acqua liscia (qualcuno ci prova col porto, in onore di Cristiano Ronaldo) è il pareggio dell’Italia contro il Paraguay. Adesso che succede? Che cosa deve fare Lippi per migliorare l’undici azzurro? Vietti versa da bere.

    Continua »

    Nelle mani dei Mondiali

    Buffon, Marchetti e le discussioni sul pallone. Perché i portieri sono diventati i giocatori più discussi del Sudafrica

    Arriva una telefonata: “Guarda che il giocatore migliore di questo Mondiale è Enyeama, il portiere della Nigeria”. Prima di mettere giù la cornetta eccolo là: invece di bloccare, respinge, la Grecia segna. Maledizione, certo. Oppure il pallone: vigliacco di un Jabulani. Ci dev’essere una spiegazione logica a una serie illogica di errori, papere, sciagure. Abbiamo bisogno di trovare una giustificazione perché adesso è sicuro: questo è il Mondiale dei portieri. Si parla di loro, si guarda a loro.

    Continua »

    di Beppe Di Corrado

    Mal di Francia

    Tra americani fantastici e serbi sorprendenti

    A farci godere però sono i galletti bolliti

    Per mezz’ora ci provano entrambe. Sulle fasce di competenza si vedono a sprazzi i tedeschi Mueller e Podolski. Ma il gioco non decolla e la partita non parte. Ci vuole un colpo del destino che arriva al 36’. Nessun allenatore può prevedere come butta la mente di un attaccante che siccome è alto e grosso pensa di poter strafare, di impicciarsi di cose che non lo riguardano e a centrocampo nel corso di un’azione senza futuro attacca da dietro un avversario.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Freddie, il mattoide che ha inventato la vuvuzela e la chiama “il bambino”

    A casa dell’uomo che ci sta assordando

    L’uomo che sta facendo impazzire le nostre orecchie con le famigerate vuvuzelas vive in una villetta cinquanta chilometri a est di Johannesburg. Il posto si chiama Tembisa e quando si entra a casa di Freddie Maake istintivamente verrebbe voglia di strangolare questo signore di 55 anni, uno stambecco nero che di mestiere fa in pratica il tifoso di calcio, rivendica di aver inventato lui l’orrenda trombetta, nel lontano 1965, e di essere disposto anche a farsi arrestare se a qualcuno venisse in mente di proibirla.

    Continua »

    di Francesco Viola

    Le invenzioni mondiali di questo Maradona che continua a farci godere

    E’ lo choc del giorno. Tra l’Argentina pretendente al titolo, che ha Messi e quella maschia grinta, che lì chiamano “garra”. E la sorprendente Corea del sud che conta su un portiere, otto che corrono prima di pensare e due Park di scuola europea, Ji Sung del Manchester United e Chu Young del Monaco che si beve cento metri in undici netti e in patria è una star.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Chi è l’eroe dell’unica squadra che quando gioca non ha tifosi che la guardano

    Le lacrime mondiali di Jong e il sogno dei Coreani del Nord

    Quello lì che piangeva l’altra sera durante l’inno della Corea del nord. Lui: Jong Tae-se. Perché le lacrime? La sua storia a cavallo del 38° parallelo: Corea del nord, Corea del sud, Giappone. Lui è tutto quello che sappiamo della sua Nazionale perché è l’unico che prima del Mondiale aveva già una storia: Jong è un giapponese che non è giapponese, ma un sudcoreano che gioca per la Corea del nord, visitata per la prima volta durante il liceo in gita premio.

    Continua »

    di Beppe Di Corrado

    Francia-Messico 0-2

    Una Waterloo in Sudafrica

    La Francia perde con merito ed è a un passo dall'eliminazione. A scanso di sorprese, qualcuno spera nel biscotto sudamericano

    Le disgrazie altrui danno piacere, le disgrazie dei francesi sono il paradiso in terra. Contro il Messico i Blues praticamente non entrano in campo, e il primo pericolo che creano agli avversari è un tiro centrale di Malouda al 53’ (le punizioni di Anelka da quaranta metri non rientrano nella categoria “tiri”). La squadra è triste e demotivata almeno quanto il suo allenatore Domenech, che se ne sta appoggiato alla protezione della panchina come nemmeno un personaggio di Samuel Beckett.

    Leggi Per tutti i tifosi antifrancesi (e sono tanti) c’è una pizza speciale con le rane - Leggi tutti gli articoli sul Mondiale

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Cercavamo un Bar sport peggiore del nostro e l’abbiamo trovato

    “Notti mondiali” è una cosa a metà tra un reality Rai e un circolo canottieri romano, più che Sudafrica è Zimbabwe

    Al bar del Foglio il televisore è nel posto più scomodo possibile. Sarà per non indurre in tentazione, ma certo è che per seguire degnamente una partita bisogna farsi venire perlomeno un berlusconianissimo torcicollo. Essendo piazzato nell’open space, bisogna stare attenti con il volume, su cui si discute almeno quanto sull’intensità dell’aria condizionata. Persa la battaglia per tenere fresco l’ambiente, è ancora in corso quella per sentire un filo di telecronache. Telecronache rigorosamente Sky.

    Continua »

    Per tutti i tifosi antifrancesi (e sono tanti) c’è una pizza speciale con le rane

    José Mourinho, giocando a fare l’antipatico, è diventato un’icona. Il ct francese Raymond Domenech, giocando a fare l’antipatico, è diventato arciantipatico. Guidata da tanto leader, la squadra transalpina gode anche di una guerra per bande in uno spogliatoio che somiglia per coesione a un gruppuscolo trotzkista. In più, se quasi tutti i giocatori dei Bleus sono di origine straniera, la gran parte dei francesi di origine straniera tifa per la squadra del paese di provenienza.

    Leggi Cercavamo un Bar sport peggiore del nostro e l’abbiamo trovato

    Continua »

    di Guido De Franceschi

    Xavi non c’entra niente con i giocatori geniali o grintosi. Lui è come Pirlo: talento confezionato

    C’è ma non si vede

    Xavi s’arrabbia. Guarda come urla con Sergio Ramos: in quella faccia che fa c’è la rivalità Catalogna-Castiglia, c’è la consapevolezza di essere un leader, c’è la certezza di non dover fallire. Ramos sbaglia, Xavi lo fulmina: passa, amico. Dalla a chi sa trattare il pallone: la Spagna ha Xabi Alonso, Fabregas, Iniesta, Silva, Villa, Torres. Ha soprattutto lui, Xavi. Che non si vede come altri, che lavora più degli altri.

    Continua »

    di Beppe Di Corrado

    Un incubo chiamato Svizzera e il Cile che vince quarantotto anni dopo

    L’ottavo e ultimo gruppo del torneo si apre con la sfida tra due di quei paesi dove i club italiani meno ricchi vanno a far compere a prezzi stracciati rispetto a Brasile e Argentina. Con esiti diversi. Suazo, honduregno dal culo basso e dall’accelerazione micidiale, arrivò al Cagliari dove fece sfracelli, il Milan lo voleva e un momento credette addirittura di averlo comprato, il giocatore invece scelse l’Inter dove s’inabissò fino a scomparire nella folta concorrenza.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Corti speciali

    Con l’occasione dei Mondiali il Sudafrica ha risolto il problema sicurezza, più galera per tutti

    Alle prese con lo sciopero degli steward agli stadi e con un sistema di trasporti che fa acqua da tutte le parti, il Sudafrica dei Mondiali scopre la giustizia veloce. E draconiana. Per capirlo basta entrare da una porticina laterale del tribunale più grande di Soweto, salire un paio di scale e ci si trova di fronte a quattro piccole sale allestite per l’occasione.

    Continua »

    di Francesco Viola

    Né con la Nazionale né contro, ma tifare Paraguay è troppo italiano

    Mi ha dato molto molto fastidio sapere che Radio Padania tifa contro la Nazionale italiana. L’ho trovato non tanto padano bensì italiano nel senso deteriore del termine. Tifare per lo straniero contro il proprio fratello è il più ripugnante dei costumi nazionali, un vecchio classico. “Per me sol un contento si desia, / che ‘l cancaro mangiasse il Taliano, / il qual, o ricco o povero che sia, / desidra in nostre stanze il Tramontano” scrive il mio maestro Teofilo Folengo, mantovano quindi superpadano del Cinquecento.

    Continua »

    di Camillo Langone

    Sudafrica-Uruguay 0-3

    Il Sudafrica se ne va con le vuvuzelas nel sacco

    I Bafana Bafana fanno folklore ma non giocano a calcio. Tutto facile per il calcio più europeo che sudamericano di Tabarez

    Ormai era chiaro che le vuvulzelas prescindessero dagli eventi, ma la sconfitta dei Bafana Bafana con l’Urguay conferma che lo strumento viene suonato senza il minimo criterio. Allo stadio di Pretoria i vuvuzelanti continuano a soffiare come invasati anche quando per il Sudafrica non c’è nulla da festeggiare. Fanno eccezione gli ultimi cinque minuti, in cui la gente inizia ad abbandonare lo stadio con le vuvuzelas nel sacco.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Non è colpa delle vuvuzelas

    Serata in casa Luxuria, con amiche trans, ad ammirare cosce Mondiali

    Il grande tricolore sventola gagliardo dalla finestra di casa Luxuria, su via del Pigneto. Dentro la stanza, in un perfetto equilibrio di pareti rosa e mobilia azzurra, stiamo tutti con la nostra piccola bandierina in mano – il sottoscritto e Vladimir Luxuria, Lucrezia e Silvia, Mara Keplero e Fuxia Loka – da agitare al momento opportuno. Momento opportuno che, qui e ora, non necessariamente deve coincidere con quello di un gol azzurro.

    Continua »

    di Stefano Di Michele

    Al mercato

    Se il valore di un giocatore dicesse tutto di lui, Alcaraz non avrebbe dovuto segnare all’Italia

    Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia e dal prezzo di mercato. E allora viene subito da chiedersi quale sia il valore di Antolin Alcaraz, difensore del Club Brugge, il paraguaiano che ha segnato il gol del vantaggio contro l’Italia Campione del mondo in carica. Sicuramente meno di tutti gli azzurri, così come il Paraguay ha un valore di mercato nettamente inferiore a quello dell’Italia nel suo complesso, vinciamo 400 a 90, intesi come milioni di euro.

    Continua »

    di Francesco Caremani

    “Ma quale pallone, i portieri parino meglio”. Parla Grobbelaar il clown

    E’ il mondiale delle papere, ma il pallone non c’entra. “Non diciamo sciocchezze, i portieri hanno tutto il tempo per allenarsi e poi il problema rimane lo stesso, fermarlo, in un modo o nell’altro. Il lavoro è quello”. Bruce Grobbelaar non è cambiato molto da quel clown un po’ spaccone che ipnotizzò Conti e Graziani nella finale di Coppa dei campioni del 1984.

    Continua »

    di Francesco Viola

    Il Mondiale insegna che se non si tira in porta è difficile fare gol

    Gli sbadigli sugli spalti di Nuova Zelanda-Slovacchia, il palo di Ronaldo e Cannavaro più capitano che Gillette

    La Slovacchia è al primo Mondiale da cui ha eliminato una Repubblica Ceca a fine ciclo. La Nuova Zelanda è al suo secondo: nel 1982 finì asfaltata, tre partite e dodici gol incassati. Gli esperti che non perdono mai un’occasione danno la Slovacchia vincente, per via di una certa intelligenza tattica e della maggiore qualità individuale, in particolare di quel gallo cedrone tatuato che si chiama Marek Hamsik e fa impazzire Napoli (e non solo).

    Continua »

    Brasile-Corea del nord 2-1

    Il Brasile vince ma il regime lascia in dono un gol

    Della seleção impressiona più l'abbigliamento di Dunga che il gioco. La Corea del nord è poca cosa, ma non una squadra-barzelletta

    All’attaccante Jong Tae Se viene da piangere durante l’inno nazionale della Corea del nord, a tutti gli altri viene da piangere quando vedono che Dunga si è travestito da capitan Findus. Il clima freddo di Ellis Park è paradossalmente perfetto per la strana sfida fra il Brasile cinque volte campione e la Corea del nord, paese di cui si conosce la paranoia di chi lo governa e non molto altro. Quindi è una discreta sorpresa vedere che i coreani giocano al pallone anche quando non si trovano davanti la selezione della Cambogia.

    Leggi le recensioni delle altre partite fatte da Lanfranco Pace

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    E’ il momento del Brasile, mai così tanto italiano e poco allegro

    Le facce tese nel ritiro della Seleçao, gli allenamenti vietati ai giornalisti e le liti tra i giocatori in allenamento

    Loro sembrano noi. Guarda le facce: tirate come se fossero quelle dell’Italia. Senti le voci: tese come se fossero gli Azzurri e non la Seleçao. Dunga, Felipe Melo, Kaká, Robinho, Maicon: chiunque parli sembra l’avatar di un italiano qualunque alla vigilia di un Mondiale qualunque. L’allegria è un luogo comune piacevole che la realtà sta cancellando. Si può essere Pentacampeão e non essere sereni.

    Leggi Cuori coreani

    Continua »

    di Beppe Di Corrado

    Questa sera Brasile-Corea del Nord

    Cuori coreani

    Hanno magliette italiane, darebbero la vita per il regime e la loro canzone preferita è “Kim Jong Il”

    Uno sponsor napoletano, calciatori che sembrano macchiette, un allenatore che dice di essere “strategicamente” preparato e intanto si è sbagliato a fare la lista della squadra, mettendo un attaccante al posto del portiere. E un signore che da lontano controlla e decide tutto: il presidente Kim Jong Il. Ecco gli sfidanti del Brasile, la Corea del nord soprannominata la “squadra del mistero”.

    Leggi E’ il giorno di Dunga, mai così tanto italiano e poco allegro - Leggi tutti gli articoli del Foglio sui Mondiali

    Continua »

    di Francesco Viola

    Brand trust

    Ecco gli sponsor che si contendono la Coppa mondiale del marchio più ganzo e famoso (Fifa compresa)

    Mettiamo da parte per un attimo il pallone, le immancabili polemiche, i pronostici su chi arriverà in finale e anche tutta la retorica legata al rilancio del continente africano, e concentriamoci sul business, che è poi il motivo per cui, almeno oggi, la Fifa organizza la Coppa del Mondo.

    Continua »

    di Michele Boroni

    Bar sport il Foglio

    Esordio bagnato con pareggio autunnale, un regalo per parte

    Il Paraguay che picchia ma non fa paura, il ciuffo asciutto di Gilardino, la nostalgia di Altobelli, un appello umanitario

    Al baretto del Foglio si ricordava del Paraguay soltanto che non ha mai espresso un poeta degno di fama immortale, si ricordava però un portiere, Chilavert, e una invidiabile quasi autosufficienza nella produzione di grano. Da ieri non sarebbe giusto dimenticare la testata vincente di un difensore chiamato Alcaraz, che nella Suburra è già stato trasformato in Alcatraz. Ma soprattutto non ci si scorderà del portiere paraguaiano  che ha regalato all’Italia il gol del pareggio.

    Leggi tutti gli articoli del Foglio sui Mondiali - Leggi il post di Cico - Leggi il post di Cerazade

    Continua »

    Lanfranco Pace recensisce il Mondiale

    Le punizioni in tribuna, l’intelligenza olandese e il colpo del Giappone

    Deve essere vero che il melting pot ha perso il suo fascino: l’Olanda lascia a casa le colonie, il Suriname, le Antille, e si presenta in versione “potere bianco” con tanti Van dai capelli sfumati alti e ben sfoltiti dietro le orecchie. Sono quelli che l’hanno portata a scrivere la striscia positiva più lunga della sua storia, quattordici vittorie e cinque pareggi nelle ultime diciannove partite e ne hanno fatta una delle favorite del Mondiale.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    La seconda puntata con le altre sedici squadre

    Ritratti non solo pallonari dei paesi che si giocano i mondiali/ 2

    Rivoluzioni politiche, crisi economiche, leadership contese e battaglie di potere. Ecco che cosa hanno combinato negli ultimi quattro anni i magnifici trentadue che sfideranno i campioni del Mondo

    A leggere i giornali, rispetto al 2006, in Italia sono molto migliorate le crocerossine. Per quanto riguarda i calciatori, non si sa. Diversi sono i governi, diverse le maggioranze politiche: non rumoreggia più, nel governo, a sinistra, un Pecoraro Scanio; ma rumoreggia molto, sul bordocampo di Ballarò, a centrodestra, Maurizio Lupi. L’allenatore è lo stesso: allenatore che vince si cambia, ma poi si richiama. E dopo l’infatuazione nazionale per Mouhrino, si è tornati, con Marcello Lippi, a un più solido spirito nostrano.

    Leggi Ritratti non solo pallonari dei paesi che si giocano i mondiali/ 1

    Continua »

    Debutta il Sudafrica, ma è solo quello dei neri. I bianchi non tifano

    Si fa fatica a trovare una faccia bianca che sventola una bandierina sudafricana (ce ne sono tantissime, tutte minuscole e di plastica, le portano in mano andando in ufficio o le appendono ai finestrini dalle macchine). E non c’è un bianco che allo stadio si sia messo in bocca le odiose “vuvuzela”, le trombette che rompono i timpani e saranno, purtroppo, la colonna sonora dei Mondiali.

    Continua »

    di Francesco Viola

    Chi è quello strano tizio che gira in Sudafrica e fa finta di essere Mourinho?

    All’inaugurazione, Nelson Mandela non c’è. Non gliela ha fatta, è rimasto a casa, sulla sua carrozzella, con il peso dei novantadue anni e della malattia. Forse gli hanno anche taciuto la morte di una nipote, l’altra notte, in un incidente stradale all’uscita da un concerto. C’è invece e gongola Sepp Blatter. Il quotidiano il Monde lo chiama “Joseph I roi du foot”, forse si chiama così anche da solo e ne avrebbe ragione.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Inghilterra-Stati Uniti 1-1

    La colonia resiste alla madrepatria e ringrazia il portiere

    Inghilterra mai all'altezza di se stessa e alle prese con il dramma di Robert Green. Ma sullo stile Capello e Beckham vincono a mani basse

    Non ci sarà nessuna cena fra ambasciatori, e se ci sarà non si parlerà di calcio. L’ambasciata americana a Londra aveva lanciato le tenzone d’altri tempi ai colleghi britannici, mettendo in palio una cena, naturalmente pagata dalla squadra perdente, ma l’1-1 senza sussulti fra Inghilterra e Stati Uniti manda tutto a monte e lascia noiosamente intatta la special relationship calcistica. In America la sfida si è fatta sentire parecchio e quando le squadre mettono a confronto “God save the Queen” e lo “Star-Spangled Banner” è facile capire perché.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Bar sport il Foglio

    Chi vince i Mondiali? Foglianti a ruota libera

    Sul bancone del bar del Foglio sono appoggiate le riproduzioni in miniatura dei palloni dei Mondiali. Durano poco perché gli avventori con figli se ne impossessano con la scusa di regalarli alla prole. Il primo a ordinare qualcosa è Vietti: “Vince l’Inghilterra, la sorpresa è il Ghana, l’Argentina delude e il Sudafrica sarà aiutato”. Il bar del Foglio non somiglia a un bar Sport per un particolare: parlano anche le donne. Zuncheddu non ha dubbi: “Vince l’Italia, anche se non gioca”.

    Continua »

    L'Inghilterra di fronte a un incubo che dura da sessant'anni

    L'unica sfida mondiale con gli Stati Uniti fini 1-0 per gli americani grazie a un eroe per caso

    Dice oggi Fabio Capello che quando era un bambino, un bambino piccolo di tre anni, gli hanno raccontato di quella partita. Gliene parlarono i suoi amichetti già malati di calcio e anche in famiglia ne sapevano qualcosa. Ormai idolatrato come un guru infallibile, l’uomo del Friuli che allena l’Inghilterra può permettersi di tutto: anche inventare storie inverosimili come questa. Sessant’anni fa però, lo choc in Britannia fu davvero forte e risvegliò i Leoni dalla convinzione di essere invincibili.

    Continua »

    di Francesco Viola

    La prima puntata con le prime sedici squadre

    Ritratti non solo pallonari dei paesi che si giocano i mondiali/ 1

    Rivoluzioni politiche, crisi economiche, leadership contese e battaglie di potere. Ecco che cosa hanno combinato negli ultimi quattro anni i magnifici trentadue che sfideranno i campioni del Mondo

    La notte del 15 maggio 2004, a Zurigo, Nelson Mandela esultava per la vittoria della candidatura sudafricana a ospitare i Mondiali. Sei anni dopo, la nazione che si prepara a stordire i campioni di tutto il mondo con le sue vuvuzela – le trombette usate dai tifosi allo stadio – appare molto diversa. Nel 2006 si calcolava che il 34 per cento dei sudafricani avesse vissuto con meno di due dollari al giorno per i quattordici anni precedenti.

    Leggi Chi vince i Mondiali? Foglianti a ruota libera - Segui il Sudafrica con il Foglio

     

    Continua »

    Uruguay-Francia 0-0

    Francia senza idee e Uruguay realista, il pareggio è un inno alla noia

    Domenech onora la tradizione e parte male. Forlan fa l'operaio nella vigna di Tabarez

    Inno alla noia a Città del Capo, dove la Francia si esibisce in una delle sue specialità: partire male. I vicecampioni del mondo giocano con sprazzi di vivacità e al sesto minuto Ribery dalla sinistra fa arrivare a Govou un pallone che implora di essere toccato in un modo qualsiasi per entrare. Piede troppo aperto, palla fuori. Sembra l’inizio dell’arrembaggio, e invece no. La Francia si imbolsisce e vaga senza idee. L'Uruguay non è quello del 1930 ma non ha paura di sudare.

    Continua »

    di Mattia Ferraresi

    Sudafrica sotto scorta

    Ai Mondiali schierati più militari che in Afghanistan

    Minacce da al Qaida, boeri e dal crimine ordinario locale

    Più che un campionato di calcio sembra una guerra, almeno sulla carta. Dalle minacce di al Qaida, ai complotti dei talebani somali, le forze di sicurezza sudafricane si sono preparate a tutto: attacchi nucleari, biologici e chimici. Se non bastasse la minaccia esterna esiste il timore che l’ala dura degli ultimi boeri colga l’occasione dei Mondiali per un attentato in ricordo dell’apartheid. Per non parlare della criminalità: il Sudafrica è il paese non in guerra più violento al mondo dopo la Colombia.

    Leggi tutti gli articoli del Foglio sui Mondiali

    Continua »

    di Fausto Biloslavo

    Il modo migliore per cominciare i Mondiali è chiedere scusa a Byron Moreno

    Ci siamo, anzi ci risiamo. La parola d’ordine categorica, impegnativa per tutti, è una sola: boh. Vincere? Perché no, in fondo quattro anni fa nessuno credeva che saremmo diventati campioni. Oggi abbiamo qualche anno di più e qualche qualità in meno. Ci scherzano su anche loro, si definiscono “bolliti esperti” e l’ironia è sempre un buon segno. Abbiamo contro gli annali, mai una Nazionale europea è riuscita a vincere il titolo fuori dal continente.

    Continua »

    di Lanfranco Pace

    Due libri da non perdere prima di spaparanzarsi a guardare i Mondiali

    "Non seguo il calcio, guardo solo i Mondiali”. Ogni quattro anni orde di donne e appassionati di altri sport, che ancora cercano di capire come funziona il fuorigioco o sbadigliano appena fidanzati o amici davanti a una birra intavolano discussioni a rischio rissa sul gol annullato al 93’ per una trattenuta ininfluente sul difensore, entrano loro malgrado in quella grande macchina che è il Mondiale di calcio. Improvvisamente si è molto patriottici, si simpatizza per quell’antipatico di Lippi.

    Leggi tutti gli articoli del Foglio sui Mondiali

    Continua »

    di Piero Vietti

    Ecco che cosa ha in canna il Foglio per i Mondiali

    Dopo l’abbuffata mourinhana (e nerazzurra) degli ultimi due anni, orfano dello Special One il Foglio apre i suoi orizzonti e si dà al calcio mondiale. Manco fossimo un vero giornale sportivo, ogni giorno proveremo a raccontare in modo originale quello che succede in Sud Africa. Innanzitutto con gli articoli di un opinionista d’eccezione: Lanfranco Pace che recensirà tutte le sfide del pomeriggio, raccontandole ai lettori sul Foglio in edicola.

    Continua »

    Chi sono gli scienziati del calcio che hanno trasformato il Mondiale in un affare da cervelloni

    Gli scienziati del calcio hanno piazzato le loro macchine sofisticate nelle stanze più inaccessibili dell’International Broadcast Center di Jo’burg. E poi hanno cominciato a occupare i centri di comando in tutti gli stadi che ospiteranno le partite del Mondiale sudafricano, pronti ad analizzare, misurare e trasformare in numeri ogni gesto dei giocatori in campo. Niente rimarrà nascosto: passaggi, colpi di testa, metri percorsi, velocità dei tiri in porta.

    Continua »

    Money League/14

    Qui Capello ha già battuto tutti gli altri

    Lo stipendio più alto è il suo. E c'è chi guadagna come un giocatore di serie C

    L’obiettivo è il Soccer City di Johannesburg, l’appuntamento è per l’11 luglio. Solo due allenatori raggiungeranno la meta e solamente uno alzerà la coppa al cielo, scrivendo il proprio nome nel magico libro della storia del calcio. E' dal 2007 che Fabio Capello studia per diventare immortale, con il suo stile sobrio e spigoloso, con quell’incedere british e un conto in banca da fare invidia a Marcello Lippi, che quella coppa l’ha già vinta, contro tutto e tutti, all’italiana insomma, e che in Sudafrica la porterà sotto braccio per consegnarla al più bravo, quattro anni dopo.

    Continua »

    di Francesco Caremani

    Sito certificato Audiweb

    Web Design: Vai al sito di Area Web     Hosting: Vai al sito di Bluservice     Advertising: Vai al sito della divisione WebSystem del Sole 24 Ore