La Guerra fredda ai tempi di YouPorn

La follia dell’insulto omofobo di Colbert a Trump e la crisi del senso metaforico della fellatio

La Guerra fredda ai tempi di YouPorn

Donald Trump (foto LaPresse)

New York. Nel corso di una tirata antitrumpiana standard per vendicare un collega insultato dal presidente, Stephen Colbert ha detto: “La sola cosa a cui serve la tua bocca è fare da ‘cock holster’ di Putin”. La traduzione semiletterale e molto clemente di “cock holster” è “fodero dell’uccello”, ma nemmeno Google translate cade nel tranello dei false friends, e a specifica richiesta propone un perentorio “custodia per cazzo”. Insomma, se vi trovate in vacanza in un paese angolofono e qualcuno dice che la vostra bocca è un “cock holster” dovete tendenzialmente prenderla male.

 

Ricapitolando l’episodio: un comico e intrattenitore di fama globale dice in diretta televisiva che la bocca del presidente degli Stati Uniti è una “custodia per il cazzo” del presidente della Russia. Il sottotitolo potrebbe essere “la Guerra fredda ai tempi di YouPorn”, ma qui di che essere oltraggiati, c’è la calunnia, l’insulto inammissibile, roba che altri presidenti avrebbero risolto con un duello. Giusto? Più o meno.

 

L’indignazione c’è stata, eccome se c’è stata, ma non c’entra con le offese al presidente, ché il diritto di ingiuriare Trump è inalienabile, la sua inferiorità rispetto all’umanità normale è una verità self-evident, come quella che gli uomini sono creati uguali. Il popolo s’è infuriato per il sottotesto omofobico dell’espressione di Colbert. Hashtag sono stati creati, campagne sono state promosse, dimissioni sono state chieste. Srotoliamo il ragionamento degli indignati: usando quella espressione, il comico sottintendeva che la fellatio fra uomini è una cosa pessima, così che chi la pratica assiduamente, tanto che la sua bocca viene ridefinita una “custodia per cazzo”, è una persona deprecabile. Omofobia lampante, anatema inevitabile.

 

C’è da domandarsi se ci sarebbe stata altrettanta indignazione se il presidente americano fosse stata una donna (Colbert sarebbe stato tacciato di sessismo?) e magari quella donna per cui Madonna s’era offerta di farsi “custodia” presso l’elettorato maschio, ma qui la questione riguarda il più ampio meccanismo dell’offesa, nonché il senso metaforico del pompino. Esiste un mondo, creato nelle università e in altri templi del politicamente corretto dove gli “io” specialissimi e singolarissimi vengono protetti come panda, in cui dare del succhiatore a qualcuno è un insulto ai succhiatori abituali e felici; un mondo dove il sesso orale non si può usare, traslando, nel senso di esercitare una eccessiva riverenza verso qualcuno, perché là fuori è pieno di uomini liberi che a letto fanno ciò che vogliono senza esercitare alcuna riverenza. Si possono facilmente immaginare altre espressioni sessuali usate in senso metaforico da bandire immediatamente. Tocca dunque correggersi: se vi trovate in vacanza in un paese angolofono e qualcuno dice che la vostra bocca è un “cock holster” ringraziate sentitamente, ricordando che anche Trump condivide l’abitudine.

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