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ArchivioManuale di conversazione

Il Capodanno

– Verso ottobre cominciare a dire che quest’anno a San Silvestro non si farà niente.

– Trovare irritante la necessità di divertirsi per forza a Capodanno lascia intendere un animo non banale.

– Rifiutarsi decisamente si trascorrere San Silvestro in un locale: c’è un affollamento spaventoso, costa tutto un’enormità, si mangia malissimo e si sta in mezzo a degli sconosciuti.

– E' molto chic non fare nulla a San Silvestro, ma uscire la sera di Capodanno, quando la città è deserta.

– La cosa migliore è cenare con due amici veri e basta. Convenirne.

– Stigmatizzare la qualità deplorevole degli champagne che vengono stappati a mezzanotte. (Vedi seguente)

– Nominare almeno due marche di champagne sconosciute e dichiararle insuperabili. (Vedi seguente)

– Brindando ricordare sempre che un ottimo spumante italiano non ha nulla da invidiare agli champagne francesi.

– Aborrire il trenino.

– Rivalutare il trenino, purché con ironia.

– Il capodanno è bello, ma sulla neve.

– L’ultimo dell’anno andare a letto prima del solito con un buon libro denota uno spirito anticonformista alieno alla massificazione del pensiero.

– Censurare quelli che l’ultimo dell’anno vanno a letto con un buon libro per essere diversi dagli altri, che a ben guardare è un atteggiamento conformista anche quello.

– Se qualcuno propone il bacio sotto il vischio, anche se si è laureati in antropologia evitare dissertazioni su “Il ramo d’oro” di James Frazer. Al massimo spingersi fino a “Asterix e il falcetto d’oro”.

– Il Capodanno è molto meglio del Natale perché non c’è il problema dei regali. Convenirne.

– Ricordarsi di dire che i cenoni delle feste sono un incubo, quindi strafogarsi senza ritegno perché la festa è la festa.

– Qualunque sia la dose di lenticchie che vi è stata data, chiederne ancora. Contestualmente spiegare al vicino che portano soldi. Astenersi dall’elencare usi, costumi e tradizioni della propria regione.

– Chiedere con aria pensosa perché si dice “cin-cin”. Sparare ipotesi a casaccio. Sono tutte valide tranne dire che è perché ricorda il suono dei bicchieri: scontata.

– Piangere la scomparsa dello zampone non precotto e vantarne l’incomparabile gusto. Valutare se illustrare la differenza dell’impasto da quello del cotechino.

– Dire che le feste comandate vi mettono tristezza, specie il veglione di San Silvestro.

– E’ molto avanti festeggiare il capodanno a Sidney per essere i primi a inviare l’sms di auguri.

– Schernire gli idioti che mandano gli sms di auguri senza firmarsi.

– Gli americani saranno anche dei bambinoni, ma la mezzanotte a Times Square è insuperabile. Dirlo con nonchalance lascia immaginare uno stile di vita internazionale.

– Dibattere accanitamente se sia più triste “Brigitte Bardò-Bardò”, “Brasil” o “Meu amigu Charlie Braùn”. Valutare se citare la saudade e/o Tabucchi.

– “Chi non …, non … tutto l’anno.” Quindi ridere della propria stessa battuta. (*)

*Inserire al posto dei puntini un verbo a piacere.

di Andrea Ballarini

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