- Dire che le vacanze prenotate con largo anticipo vi generano ansia, pertanto preferirgli i viaggi Last minute. Affrettarsi ad aggiungere che se si hanno dei bambini, però, è impossibile.
- Parlare esclusivamente di Last second lascia immaginare la smaliziata tempra del viaggiatore di esperienza.
- Nel caso di soggiorni in grandi città scendere esclusivamente nei Top Secrets Hotel. Abitudine che testimonia la sagacia del viaggiatore di lungo corso.
- Dire di avere fatto vacanze negli anni scorsi realizzando risparmi strabilianti grazie ai Last minute. Se uno degli interlocutori avanza percentuali di sconto ottenute, dichiararne sempre di superiori.
- Organizzare le vacanze unicamente attraverso il proprio agente di viaggio di fiducia e dire di essere riusciti a spuntare, proprio in virtù di questo rapporto speciale, condizioni migliori di quelle ottenibili su internet.
- Dissentire ideologicamente dai viaggi alla volta di luoghi che non abbiamo una precisa rilevanza sentimentale per il viaggiatore. Scagliarsi contro la necessità consumistica di partire pur di partire: citare l’horror vacui.
- Dissentire dal malcostume contemporaneo di visitare paesi di cui si ignora qualunque cosa. Aggiungere causticamente di non provare alcun desiderio di andare a vedere delle diapositive dal vivo.
- Se qualcuno cita i Last minute tranciare recisamente che quello non è viaggiare, è spostarsi.
- Il turismo è quella cosa per cui ci si va ad annoiare da un’altra parte. (Oscar Wilde).
- Quanto a nocività del tipo di turista prodotto, i Last minute sono superati solo da Avventure nel mondo.
- Argomentare con piglio sociologico che i Last minute stanno alla contemporaneità come la pensione romagnola stava agli anni ’60.
- A contrasto rimpiangere le vacanze stanziali della gioventù, prenotate un anno per l’altro, quando si andava nello stesso paesino, nello stesso albergo e nello stesso stabilimento balneare, finendo così per stringere delle amicizie. Tutte cose spazzate via dalla modernità. Eventualmente sproloquiare a soggetto. (Vedi seguente)
- Anche oggi si stringono amicizie di spiaggia, ma invece che a Cesenatico, ad Antigua o alle Barbados, e con la certezza di non incontrare mai lo stesso vicino di ombrellone l’anno successivo. Sono i vantaggi della modernità. Sproloquiare a soggetto.
- Fare un uso massiccio dei Last minute durante l’anno. E' chic astenervisi durante l’estate.
- E' molto aristocratico evitare di criticare direttamente i Last minute, tuttalpiù chiedere con aria frivola se si tratti di un nuovo detersivo per piatti particolarmente rapido.
- Una volta i viaggiatori di ventura facevano ruotare il mappamondo, puntavano un dito a caso e poi partivano per la foce dell’Orinoco; oggi si sfoglia un sito a caso e poi si va a Sharm El Sheikh. Convenire che un po’ in poesia si è perso.
- Disprezzare profondamente quelli che partono per una località balneare tropicale a caso ostentando due o tre libri di Bruce Chatwin. Vale anche essere fortemente critici nei confronti di Bruce Chatwin tout court.
- Se qualcuno cita i Last minute, posiziona come solidi intellettuali refrattari alla superficialità imperante rispondere che la vostra idea di viaggio è ben espressa nel “Sentimental Journey” di Sterne. Inoltre, nella maggior parte dei casi, consente di spegnere discretamente una conversazione non desiderata.
- Come tipo di viaggio alieno ai vostri costumi, testimonia una classe innata preferire ai Last minute la magnifica gita di un giorno al santuario della Madonna nera di Oropa, con pranzo in trattoria caratteristica e dimostrazione gratuita di pentole lungo la via del ritorno.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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