– E' l’alternativa più informale ed economica alla cena.
– E' una piaga sociale perché contribuisce alla diffusione dell’alcol tra i giovani.
– E' più pratico ed economico della cena tradizionale; ideale se non fosse per quel senso di vacuità che ti lascia quando alle dieci e mezzo torni a casa e ti spegni davanti al televisore.
– A un certo punto degli anni ’80 l’aperitivo si è trasformato in happy hour. Poteva essere come chiamare operatore ecologico lo spazzino, invece è stato un cambiamento epocale.
– Da qualche tempo è diventato di moda lo Spritz. Citarne la matrice rurale (bianchino col Campari) rivela una visione smagata della realtà.
– Osservare che a Venezia lo Spritz lo fanno con il Select denota familiarità con gli usi della capitale veneta, notoriamente cosmopolita.
– Una volta a un happy hour ho preso un bicchiere di acqua liscia, ma l’ho pagato comunque dieci Euro. Scandalizzarsi.
– Aborrire il buffet, giacché composto da paste rinsecchite, salumi ossidati e insalate di riso o cous-cous d’antan. Variante aspirazionale: chele di granchio fritte in olio da macchina.
– I divanetti dei locali happy hour alla moda sono un perfetto osservatorio degli usi sociali. Restare sempre impressionati dalle mise al limite dell’adescamento delle donne e dalla persistenza del nodo ipertrofico delle cravatte maschili.
– Di tanto in tanto ribadire che l’unico vero happy hour in Italia si fa a Milano. Polemizzare con chi sostiene che se ne trovino di eccellenti anche altrove.
– Il Cuba Libre fa tanto intellettuale progressista d’una volta, infatti è out da almeno dieci anni.
– Se si ha un passato di sinistra, sedendosi all’aperto in un locale happy hour, canticchiare a mezza voce “Al bar Casablanca” di Giorgio Gaber.
– Perché alle 20 improvvisamente alzano la musica così che diventi impossibile parlare con il vicino?
– Se qualche importuno vi si avvicina con un cocktail in mano e vi chiede “Non ci siamo già conosciuti in qualche posto?” replicare immediatamente “Può darsi, ci sono stata”, e continuare a parlare con la propria amica.
– Tra qualche millennio, quando una civiltà futura scoprirà i funghi termici per sedere all’aperto anche a gennaio, che idee terribili si farà su di noi?
– Detestare il clima competitivo che si crea quando il numero delle bruschette scende sotto il numero degli avventori in fila.
– Perché mettono due cannucce uguali nei cocktail? Se fosse per far assaggiare il proprio drink a qualcun altro dovrebbero essere di colori diversi; così è solo uno spreco. Tuonare contro i danni del consumismo.
– Tra le colpe di Tom Cruise vi è l’aver contribuito a creare un’immagine interamente irrealistica del mestiere di bartender.
– Mai ordinare “Il solito” a meno di non essere Frank Sinatra.
– Anche se il Vodka Martini vi piace “agitato, non mescolato” evitate di specificarlo: non siete James Bond.
– Accettare un invito a un happy hour è meno impegnativo di una cena: se lui è mortale, in un’ora te la cavi e non devi inventarti un modo per evitare di essere baciata davanti a casa.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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