- Per quanto, la sposa in bianco ha sempre il suo fascino
- Il cinema ci ha talmente abituati al colpo di scena all’altare che se lui si presenta normalmente, la folla è percorsa da un fremito di delusione
- In realtà né io né lui siamo credenti, ma per i suoi era importante. E poi, niente chiesa, niente regali. Convenirne, ma condannare intimamente
- Dibattere se sia meglio depositare la lista nozze, che è un po’ trash, o fidare nell’estro degli invitati, col rischio di ricevere venti servizi da caffè e neanche una lavastoviglie
- La sposa è sempre stressata a morte per la scelta della sua testimone. In ogni caso l’amica del cuore o la sorella si incazzeranno lo stesso
- Nel ’99 mia cognata ha devoluto i soldi dei regali di nozze ai bambini africani. C’è una onlus che mi scrive ancora da che le ho spedito l’equivalente in denaro di una formaggiera di Murano
- Ha tre lauree, vive tra Londra e New York e al lavoro dirige duecento persone, ma da quando ha deciso la data del matrimonio è diventata un’adolescente del polesine del dopoguerra. Ieri mi ha parlato per due ore del colore delle tovaglie
- Avevamo trovato una magnifica chiesetta in un eremo camaldolese, ma la prima data libera era il 7 dicembre 2015. Allora abbiamo deciso di sposarci a Las Vegas
- Ammirare la classe di Zsa Zsa Gabor che a un intervistatore che le chiedeva quanti mariti avesse avuto ha risposto senza scomporsi: “Oltre ai miei?”
- Stilare la lista degli invitati e totalizzare la cifra di 387 persone. Dopo una drastica epurazione arrivare con soddisfazione a 359
- Sognare una cerimonia intima: solo gli sposi, nel paesino della Scozia dove basta presentarsi con lo stato di famiglia. Conservare l’opzione per il secondo matrimonio
- Secondo le statistiche i ricevimenti dei matrimoni sono l’extrema ratio per incontrare il partner. Dopo restano solo i club di dating via internet
- La cosa più squallida sono i tavoli di single, perché tutti si guatano come licantropi, ma di solito si finisce di fianco a un geologo che per tutto il tempo parla di carotaggi e di trivelle
- Durante una pausa del ricevimento ruotare l’indice in aria dicendo come tra sé, “Certo che deve essergli costato un bel po’ questo scherzetto tra pranzo, trasferimenti e albergo!”. Di seguito avanzare stime improbabili
- Ci ho messo dieci anni a dire a mio padre che sono gay e adesso vederci superare anche dall’Argentina è molto deprimente
- Accertarsi che i commensali abbiano il senso dell’umorismo e, dopo la sesta portata, valutare se dire che un buon divorzio è un bene più sicuro del matrimonio
- Nei giorni precedenti la cerimonia, ironizzare con gli amici sui consigli relativi alla sessualità dispensati durante il corso prematrimoniale
- L’addio al celibato/nubilato da noi ha sempre un velo di mestizia: gli uomini finiscono a sbavare in un localino hard e le donne a infilare banconote nel perizoma di un culturista de Velletri. Commentare che sono tradizioni anglosassoni, come Halloween e il brunch
- Se qualcuno dice che Tizia si è sposata, chiedere immediatamente “Contro chi?”
- La bomboniera è sempre un incubo: classica fa cafone, ‘o famo strano è anche peggio. In ogni caso, mai animaletti di Swarovski
- “Quattro matrimoni e un funerale” ha generato delle aspettative del tutto irrealistiche. Normalmente una come Andy Mc Dowell fra le invitate non c’è. Se c’è è già sposata. E se non è sposata voi, purtroppo, non assomigliate a Hugh Grant
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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