I ravanatori dei cassonetti

Li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. E spesso ce ne siamo sdegnati. Ecco allora qualche argomento da gettare sul tavolo per cui non è prevista alcuna raccolta differenziata.

I ravanatori dei cassonetti

Foto tratta da Youtube

• Sono la metafora di una società senza ideali.

 

• Sono in costante aumento da anni. Lamentarsene.

 

• Osservare con piglio sociologico che mentre qualche tempo fa erano solo alcuni individui, spesso provenienti da determinati strati sociali, a rovistare nei rifiuti, ora lo fanno anche degli insospettabili. Dissertare sui disastri della crisi globale.

 

• Chiedersi chi ci sarà mai dietro all'esercito dei ravanatori. Ipotizzare un onnipotente racket dei cassonetti.

 

• Se il servizio municipale di rimozione dei rifiuti fosse efficiente solo la metà dei ravanatori, le nostre città sarebbero tirate a lucido. Arabescare sul tema.

 

• Avanzare ipotesi su chi sia a bloccare la chiusura dei cassonetti con cassette di legno o di plastica. L'ala forcaiola sostenga siano gli stessi ravanatori per facilitare il loro compito; l'ala dietrologica propenda per i netturbini, che in questo modo tentebbero di prevenire l'abbandono dell'immondizia alla base dei cassonetti da parte di cittadini pigri. Comunque tuonare contro.

 

• Ci si qualifica come inscalfibili baluardi della legalità affermando che dal punto di vista giuridico recuperare qualunque oggetto dai cassonetti è un reato, giacché dal momento in cui vi viene depositato diventa di proprietà del comune.

 

• Sostenere che i ravanatori svolgono un'opera socialmente meritoria, poiché sostengono la cultura del recupero, alternativa alla dilagante deriva iperconsumistica. Affastellare argomenti antagonisti.

 

• Prendersela con i rom. Replicare con accenti da sincero democratico che la povertà non è esclusiva di alcuna etnia.

 

• La soluzione non può essere prendersela con i disgraziati che rovistano nei cassonetti, bensì deve essere politica. Non spiegare quale. Vibrare di sdegno.

 

• Dire che solo da noi esiste la licenza di fare tutto quello che salta in mente. In Paesi più seri del nostro, se ti beccano a rovistare nei cassonetti ti fanno passare la voglia. Brontolare confusamente sull'ignavia della nostra classe politica.

 

• Affermare che, avanti di questo passo, tra poco ci ridurremo come nelle favelas, dove sono nate intere comunità intorno alle discariche. Arabescare concetti alla carlona.

 

• Avanzare stime mirabolanti sul volume di affari generato dal recupero di oggetti gettati nei cassonetti. Non teme di esagerare.

 

• Non dimenticare di chiedersi perché mai i rifiuti si accumulino in strada mentre i cassonetti sono spesso vuoti. Deplorare la mancanza di senso civico ecc. Replicare che la colpa è dei ravanatori che appunto ravanano e poi abbandonano il tutto per terra. Tuonare contro in ogni caso.

 

• Raccontare vicende horror di persone che hanno gettato vecchi documenti con dati sensibili (estratti conti, ricette mediche, vecchi certificati ecc.) nei cassonetti  e che sono poi andati incontro a catastrofi sconvolgenti. Non lesinare sugli esempi.

 

• Propugnare la sostituzione degli attuali disgustosi cassonetti con altri di nuovo tipo, interrati e non vandalizzabili, muniti di profondi vani sotto il livello stradale, atti a impedire il ravanamento. Dire che da noi a una cosa così non ci si arriverà mai perché la situazione caotica fa comodo a molti. Non spiegare a chi.

 

• Su internet avere trovato un tutorial del perfetto ravanatore di cassonetti, con consigli sull'attrezzatura di cui munirsi e su come reperire un maggior numero di oggetti interessanti. Deprecare: vedervi un segno di tempi che si stanno approssimando all'apocalisse.

 

• Avere letto su un importante quotidiano romano che il comune sta pensando a un patentino per i rom che ravanano nei rifiuti. Trasecolare. Poi avere letto che nella bozza provvisoria del piano rom elaborato dal Dipartimento Politiche Sociali si specifica che è una “professione aperta anche ai non rom” e avere capito che si trattava di uno scherzo. Almeno augurarselo.

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