Manuale di Conversazione

Il referendum

Inevitabilmente da domenica notte bisognerà parlarne a vanvera. Meglio non farsi trovare impreparati. Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

manifesti elettorali per il referendum costituzionale

Manifesti elettorali per il referendum costituzionale (foto laPresse)

- "Cosa voti al referendum?" è il nuovo "Cosa fai per Capodanno?". Convenirne.

 

- Ricordarsi sempre di affermare che abbiamo la costituzione più bella del mondo. Se lo si sente dire, coprirsi di bolle.

 

- Il problema non è cambiare la Costituzione, ma applicarne le parti che sono state disattese.

 

- Cambiare per cambiare non è un valore. Peraltro sono quarant'anni che non cambia niente: che palle!

 

- Dire che siamo rimasti i soli in Europa ad avere il bicameralismo perfetto. Replicare che siamo rimasti anche i soli a mangiare gli spaghetti al dente.

 

- Non ricordarsi mai la differenza tra il bicameralismo perfetto e quello paritario: ci sono cose che non vi entrano in testa, come Manet o Monet. Dolersene.

 

- Tuonare che la Costituzione dovrebbero insegnarla a scuola. Obiettare che a scuola la insegnano. Replicare che sì, vabbe', si sa come va la scuola italiana.

 

- Durante una cena tra intellettuali trovare il modo di buttare lì l'etimologia di referendum: gerundivo neutro sostantivato del verbo 'referre' «riferire», dalla locuzione 'ad referendum' «(convocazione) per riferire». Non temere di tirarsela troppo.

 

- Votare no per opporsi ai poteri forti. Vale anche votare sì per le medesime ragioni.

 

- Stilare un elenco di Vip che votano per il sì e di quelli che votano per il no. Allorché se ne incontra uno che si detesta particolarmente, schierarsi dall'altra parte.

 

- Votare con la pancia o votare con la testa? Proporre un referendum per deciderlo.

 

- Prefigurarsi le dichiarazioni neurologiche che si scateneranno dalla notte di domenica e cadere in deliquio fin d'ora.

 

- A ogni referendum si riattiva la sindrome Coppi-Bartali, detta anche di Binda-Guerra o di Moser-Saronni. Considerare che non c'è ragionamento in grado di indurre a cambiare campo. Rassegnarsi.

 

- Proporre di deciderne l'esito mediante la lettura dei Tarocchi, dell'I-Ching o altre tecniche mantiche, al fine si svelenire il clima politico.

 

- Trovarlo una pratica manichea. Suggerire l'introduzione del Ni e del So, perché il rifiuto delle semplificazioni è un valore democratico.

 

- Domenica sera cercare sul satellite la diretta sulle elezioni austriache e seguire quella. Chic.

 

- In questo momento il sondaggista è solo di poco meno attendibile del mago di Arcella. Dolersene. (Vedi seguente)

 

- Sospettare l'esistenza di un complotto mondiale che induce a dire ai sondaggisti il contrario di quello che poi si fa nella cabina elettorale. Attribuirne la colpa alle oscure trame dei poteri forti. Valutare se citare il gruppo Bilderberg.

 

- Qualunque sarà il risultato, accoglierlo con un sorriso amaro, a significare che era tutto già scritto con mesi d'anticipo.

 

- Da lunedì gareggiare con gli amici a chi scopre l'articolo che per primo aveva dato il responso corretto. Di seguito affermare che bastava un minimo di capacità di lettura della realtà per sapere chi avrebbe vinto.

 

- Non andare a votare perché ci si rifiuta di farsi prendere per il culo. Meno si spiega, maggiore è l'effetto anticasta.

 

- Chiedere se Borghezio abbia rilasciato qualche dichiarazione muscolare sul referendum o se vi sia sfuggita. In ogni caso concluderne che nemmeno lui è più quello di una volta: ai bei tempi avrebbe già occupato i Sudeti.

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