Davanti a un letto che sembra in barca l'ansia è tremenda. Si pensa al terremoto, ma non si hanno certezze, sono le tre e mezza del mattino, magari è la casa costruita male, magari è il piano alto. Quando il letto non smette di dondolare il dubbio diventa realtà, viene voglia di raccogliere i bambini in pigiama dai lettini, avvolgerli in coperte e potarseli via. Ma dove? In un parco, magari lì ci sono soltanto alberi che possono cadere e magari si riesce a vederli prima che ci cadano in testa. Dov'è il parco più vicino? Certo è ben buio adesso. Suonano gli allarmi. Chissà se i vicini sono già usciti. Ma se non si facesse in tempo? Se per le scale crollasse un muro? Se fosse meglio stare buoni e fermi dove si è?
Una notte insonne, ed era appena una scossa. Chissà le famiglie de L'Aquila. Se hanno pensato, sentito, immaginato. Chissà i bambini.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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