Ho iniziato il libro di mamma Clerici con tutto il pregiudizio possibile. Uno, lo avrà scritto per sgombrare finalmente il campo da qualsiasi ombra sulla sua storia con Eddy, di dieci anni più giovane. Le nonne che non si perdevano una puntata della 'Prova del cuoco' ne sanno qualcosa, anzi di più. Due, lo avrà scritto e uscire proprio adesso per spingere la sua conduzione festivaliera a Sanremo (però, quale casa editrice non avrebbe sfruttato la coincidenza?). Tre, sarà una di quelle storie mielose a base di 'quanto ho desiderato un figlio' e quanto è stato faticoso averlo e quanto ora sono una mamma felice (e giro di qualche anno la figlia non ne potrà più di averci una mamma così ingombrante addosso).
Forse c'è anche un po' di tutti i miei pregiudizi insieme, nel libro appena scritto da Antonella Clerici. C'è però anche molto di più. C'è la storia di una donna che, essendo quella che è, avendo la notorietà che ha, conducendo da anni trasmissioni su Raiuno e essendo strapaparazzata in lungo e in largo, non aveva alcun bisogno di spiattellare al mondo tutto quello che ha scritto nelle 356 pagine del suo libro (titolo: 'Aspettando te', sottotitolo: 'la mia storia più bella, diventare mamma', Rizzoli, euro 18,50).
Nessuno le deve aver imposto di svelare i dettagli più intimi della sua storia con Eddy, questo ragazzo giovane conosciuto in vacanza, con cui comincia una storia da finesettimana in viaggio, con cui poi capita di rimanere incinta a quarant'anni. Non deve essere stato dettato da un calcolo il fatto di raccontare, senza risparmiare silenzi e buchi neri, di un aborto spontaneo, una ecografia di controllo in cui il 'bum bum' del cuoricino non c'è, il raschiamento in un ospedale dove non riesce mai più a mettere piede, il velo che comincia a coprire tutto, anche la sua storia bella e passionale con quel ragazzo trentenne che ha gli amici in Belgio.
Nessuno ufficio stampa può averle consigliato di raccontare come subito i medici le abbiano dato della vecchia, le abbiano fatto notare che ai figli doveva pensarci prima, che alla sua età aveva ben poche possibilità di rimanere incinta di nuovo. "Mi sono resa conto che la maternità dopo i quarant'anni è un grande tabù, ne parlano in pochi e solo per sottolineare qualche sporadico successo. Aveva ragione il mio ginecologo: noi donne siamo spronate a far carriera mettendo da parte la famiglia; i ritmi della società lasciano che gli anni scorrano via veloci mentre noi ce ne rimaniamo lì, in attesa. Aspettiamo di trovare l'uomo giusto, aspettiamo a sposarci, aspettiamo a fare figli. E poi, all'improvviso, ci vengono a dire che siamo vecchie per averne".
C'è forse la parte più importante della sua vita, in questo libro, che poi è la parte più importante per ogni madre, a volte. C'è il compagno che all'improvviso ha paura e la lascia sola, nonostante un pancino di qualche mese e i due anni dolorosi di tentativi per un figlio. Lui lì fa proprio la figura dello stronzo. Per fortuna, o per volontà, c'è anche il ritorno, c'è finalmente la buona notizia, c'è la scelta del nome, la casa nuova e il parto.
C'è una donna di spettacolo che ama e rispetta il suo lavoro e prima ancora chi la segue via tv, ci sono le falsità degli ex colleghi subito dopo l'addio della 'Prova del cuoco' per maternità, il silenzio di chi non le ha detto l'avrebbe scaricata per qualcosa più di una stagione, c'è tutto di una donna in carriera, di una donna che vuole diventare madre, di una donna che scommette sull'uomo che ama, anche se amici e parenti dicono: ma sei matta?
Viene da dire che se l'è sudato e forse anche meritato, questo Sanremo da conduttrice unica, a cavallo del sessantesimo compleanno della gara canora più importante d'Italia, con la sua bambina che alla fine di questa settimana, che poi è la fine del festival, compirà un anno di vita. Coincidenze, certo. Una bella coincidenza.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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