La fabbrica delle ingiustizie

Dopo Contrada, un’altra sentenza assolve gli innocenti che già scontavano l’ergastolo per Borsellino

La fabbrica delle ingiustizie
Due bordate in una settimana. La revoca della condanna a Bruno Contrada e l’assoluzione degli innocenti ingiustamente carcerati per la strage di via D’Amelio recidono i grappoli malsani nella vigna della giustizia. Grappoli di giudici, legati gli uni agli altri come acini. Ci sono voluti quasi tre decenni per arrivare alla conclusione che decine e decine di magistrati, inquirenti e requirenti, si erano sbagliati nella forma e nella sostanza.     Nel caso dell’ex poliziotto è stata la Corte di...

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    15 Luglio 2017 - 16:04

    E certo che Grillo e complici ce l'hanno con l'Europa. Mani libere per instaurare il regime dei magistrati acclamati dagli ignoranti.

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  • luigi.desa

    15 Luglio 2017 - 11:11

    Buone notizie .Con la pateracchiata del reato "non chiaro e prevedibile" all'epoca anche la giustizia europea si adegua all'orrore di una fattispecie di reato inventata dalla corte di cassazione italiana e non derivata dall'attività legislativa del parlamento. Sganasciamoci dalle risate. 'Non rubare ' è una ipotesi di reato chiara e prevedibile invece 'non rubacchiare' non lo è. La giustizia europea ha accolto e non censurato nel caso di specie 'non rubacchiare' metafora per il reato che non c'è " concorso esterno ecc ecce omo ". Anche in Europa non ci sono giudici di Berlino.

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