La fine di un mondo, vista da Joseph Roth e Stefan Zweig

Ebrei erranti. L’amicizia e un destino comune dopo il crollo dell’impero, inseguendo le illusioni perdute

La fine di un mondo

Joseph Roth e Stefan Zweig nell’estate del 1936 a Ostenda. La loro allegria era falsa, le loro comuni amicizie ormai ripetitive

“Dietro a tutto c’è l’uomo. […] E’ lui la creatura più pericolosa, assetata di sangue e risoluta del pianeta Terra”   (Ernst Jünger, “La battaglia come esperienza interiore”)     Ernst Jünger, con il suo formidabile Nelle tempeste d’acciaio, pubblicato nel 1920, ci ha lasciato una testimonianza esemplare della guerra in trincea negli anni della Grande Guerra; e poi ha sviluppato le sue riflessioni sul vissuto della guerra e sulla sua inumana insensatezza, ma anche sull’estrema dignità del combattente, in...

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Commenti all'articolo

  • fabrizia.lucato

    11 Luglio 2017 - 16:04

    Il comunismo ha prodotto il fascismo e il nazionalcomunismo. Roth aveva capito tutto.

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  • carlo schieppati

    10 Luglio 2017 - 19:07

    Alla fine ê stata una guerra stenata dalla Massonera soprattutto francese (La revanche! la revanche!) per cancellare le ultima vestigie del Sacro Romano Impero.

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