La tragedia raccontata dai bollettini

La Grande Guerra e la gelida lingua dei generali

Una prosa surrealmente compassata, in cui non si scorge nessuna ora solenne, nessun appello al sacrificio. La lotta è sempre aspra, le perdite del nemico gravi e sensibili. Cadorna, Diaz e la svolta dopo Caporetto

La Grande Guerra e la gelida lingua dei generali

Il generalissimo francese Joffre ed il generale Cadorna visitano il fronte: un’illustrazione di Achille Beltrame per la Domenica del Corriere

Spesso in Italia, anche adesso, nel pieno delle celebrazioni per il centenario, ci si dimentica che – nonostante il milione e passa di morti, le perdite devastanti, Caporetto, il dopoguerra di macerie e incertezze che drammi ancor peggiori avrebbe partorito, e la nostra inestirpabile, voluttuosa tendenza a dipingerci come inetti imbelli – la Grande guerra, in un modo o nell’altro, l’abbiamo vinta anche noi, accanto alla Francia, all’Inghilterra, agli Stati Uniti. Né, pare, basta a farcelo ricordare quella data fatidica,...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi