Il settimo giorno

Nel 1967 Israele vinse la guerra per restare sulla mappa. Ma se avesse perso? Un romanzo prova a immaginare che cosa sarebbe successo

Giulio Meotti

Email:

meotti@ilfoglio.it

il settimo giorno

Nel 1969 uscì il romanzo “If Israel lost the war”, in cui Israele perde la guerra, viene diviso fra i paesi arabi e per gli ebrei inizia una nuova diaspora

Da cinquant’anni, gli arabi non cercano di fare altro. Cancellare le conseguenze della guerra dei Sei giorni. Da cinquant’anni, non si parla che di riportare Israele indietro nel tempo. A quello in cui, da una parte, aveva le armate nemiche, dall’altra il Mediterraneo. E bastava una improvvisa spallata per mandare in frantumi il piccolo stato rivierasco. La striscia di Gaza s’incuneava dentro il territorio di Israele, arrivava a una cinquantina di chilometri da Tel Aviv ed era gremita di forze...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    29 Maggio 2017 - 23:11

    Grazie non per avermi ricordato,io non dimentico, ma per la sua costante e pazienza azione in difesa dell`esistenza di Israele.

    Report

    Rispondi

  • tenen314

    29 Maggio 2017 - 19:07

    In un vecchio western il cow boy (credo fosse John Wayne) afferma che l'unico indiano buono è quello morto. Oggi, in Europa, si potrebbe dire che l'unico ebreo buono è quello morto. Copiosa commozione sulla shoah, almeno nelle ricorrenze; ma crescente fastidio per quegli ebrei (gli israeliani) che non accettano di rientrare nel copione, ampiamente sperimentato ed applaudito nei secoli, che assegna loro solo la parte delle vittime. Il romanzo raccontato da Meotti sembra la fantasia segreta di molti europei contemporanei. Fantasia inconfessabile: se negli anni '30 i molti antisemiti erano ben consci di esserlo, e ne erano fieri, oggi gli antisemiti lo sono spesso "a loro insaputa", ed in molti casi si indignerebbero assai ad essere definiti tali.

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    29 Maggio 2017 - 18:06

    Dal 1948 per me Israele rappresenta un grandioso romanzo di guerra e di avventura .Ladri nella notte ,Exodus e moltissimi altri appassionanti episodi di una eterna drammatica Iliade per fortuna con finale diverso ma anche eguale nel tutti contro uno.

    Report

    Rispondi

Servizi