Un Papa navigatore

Come Magellano, Francesco cambia a ogni orizzonte il punto di vista. Suo e della Chiesa

Un Papa navigatore

Papa Francesco nel corso del suo viaggio pastorale in Messico nel febbraio 2016 (foto LaPresse)

Parresia anziché normali e consueti canali della prudenza diplomatica, invenzione di gesti più che ripetizione di tradizionali routine. Detta così, la geopolitica di Francesco, Papa preso alla fine del mondo, potrebbe essere ridotta a qualcosa di estemporaneo, legato al contingente e, in ultima istanza, tutto meno che programmata. L’opposto, insomma, di quel che fu l’epopea wojtyliana. In realtà, la geopolitica di Jorge Mario Bergoglio – che probabilmente poco apprezzerebbe l’uso di tal termine – è molto più complessa e ha...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    28 Maggio 2017 - 13:01

    Filologia casareccia. Matzuzzi scrive i due leader si sono incontrati. Trump e il papa of course. Avrebbe scritto i due leader se il papa si fosse chiamato Benedetto XVI ? proprio no perchè il suo istinto giornalistico gli ha fatto percepire che Bergoglio si sente molto poco papa e molto capo di Stato della Città del vaticano. Un capo di stato e dunque uomo politico che si confronta con i suoi pari. Insomma Bergoglio è sceso dalla Cattedra di san Pietro e si messo a fare uno Chavez qualunque e in questa veste incontra e va a incontrare altri capi di stato come fece con il grande democratico e quasi santo ( pensando al Requiem a lui dedicato dall'intero mondo più o meno civile ) Fidel Castro. Daje e daje qualche anima pia proporrà al papa la beatificazione di Attila poi di Stalin Hitler Mussolini e tutti gli atri ammazatori a grandi numeri perchè la chiesa è perdono non vendetta.

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    • mauro

      29 Maggio 2017 - 11:11

      Caro Desa, scorrendo l'ormai ridotta, dalle novità, messe d'interventi, ho avuto occasione di apprezzare tra l'altro il Suo buonsenso. Immagino che l'inclusione di Mussolini tra gli ammazzatori di grandi numeri sia un refuso. Non voglio qui difendere lui quanto la verità storica. A meno che Lei non intendesse imputargli i nostri caduti della WWII. In tal caso però non avrebbe dovuto limitare la lista ai nomi che ha fatto, ma aggiungervi ad esempio i soliti Alessandro il grande o Napoleone Bonaparte, e questo francamente sarebbe stato eccessivo.........

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  • mauro

    28 Maggio 2017 - 11:11

    Caro Matzuzzi, Lei è stato chiarissimo e se non ho capito in pieno la posizione di Bergoglio è certamente colpa dei miei limiti. Che m'impediscono di comprendere gli aspetti celati dietro i discorsi identici a quelli della Camusso, e dove sta "la separazione netta e definitiva tra temporale e spirituale, tra sovrano e pastore, tra Stato e Chiesa." Nella mia, poi , scarsa capacità di comprendonio, mi chiedo: ma in questo mondo con la città al centro, anzi con le periferie delle città al centro (sul modello dei barrios periferici di Buenos Aires non certo dell'elegante, almeno un tempo, Vicente Lopez) come modello da perseguire nel cattolico volemose bene che comprende anche i recalcitranti maomettani, siamo sicuri che vivremo tutti meglio? O non è che dietro tutti gli scogli di Lampedusa e le benedizioni per le ong, si nasconda sempre che la felicità non è di questo mondo, nemo ante obitum beatus deve vivere? Parafrasando un detto della WW1 : Tutti poveri o tutti accoppati?

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