Libertà e pace, non pedagogia. Guida al grande romanzo epico dell’Europa

Le celebrazioni sono come la Corazzata Potemkin, una boiata pazzesca. Ma la storia che le sottende è fenomenale e oggi è una genuina necessità vitale nel secolo dei B movie di Washington, dei thriller a Mosca e del carnage islamico

Libertà e pace, non pedagogia. Guida al grande romanzo epico dell’Europa

foto LaPresse

L’Europa non è una insopportabile pedagogia, è o può essere un bel racconto. Perfino una serie, se solo sapessi che cos’è una serie (nonostante gli sforzi encomiabili di Mariarosa Mancuso per spiegarmelo). Intanto ha settant’anni, non sessanta, e forse qualcuno di più. Nasce in America, che a sua volta era nata dall’Europa ma via mare e per grazia di Dio, letteralmente, il Dio del Mayfair e dei Padri fondatori, insomma la cultura dei diritti eguali e della libertà senza giacobinismo,...

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Commenti all'articolo

  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    26 Marzo 2017 - 08:08

    Grazie per la splendida analisi ma, per le conclusioni e le speranze, delle due giornate di Roma mi resta solo l'immagine di un vecchio alcolizzato che scuote per le spalle il malfermo erede di Pietro e che si vanta di rappresentare la generazione della pace contro quella precedente, a suo dire guerrafondaia. Senza scomodare Ecuba Latrans c'è niente per sperare.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    25 Marzo 2017 - 17:05

    Al direttore - Splendido, immaginifico accostamento: l’Europa possibile si realizzerà secondo i canoni e lo svolgimento del grande romanzo epico. Entusiasmante, la fantasia si libera e corre per dar volto e vita agli eroi, ai fati e agli Dei, i protagonisti del romanzo epico. Corre praterie, guada fiumi, scala montagne, attraversa foreste. Poi, ansimante, si ferma a riflettere: “Ferrara è grande, d’ingegno e di pensiero e di acuta bonomia. Con due épos, romanzo epico, rende affascinante l’impossibile.” Onore a Giuliano Ferrara: ha ridotto le tonnellate di retorica romana e pensose considerazioni dei cervelloni esperti a insulsi squittii.

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  • luigi.desa

    25 Marzo 2017 - 13:01

    la bella prosa coinvolge e pure ispira pensate. da sempliciotto vedo l'Europa sottomessa al IV Reich di Kaiserin Angela che tanto piace a Ferrara, io molto più anziano di Giuliano penso che non solo le celebrazioni sono una boiata ma l'oggetto delle celebrazioni. l'Unione europea è un fallimento epocale seppure qualcuno ci ha perso e qualcuno guadagnato . chi ha fatto grossi affari ,come non vedere ? , è la Germania che prendendo bellamente per il sedere i romantici che sottoscrissero i Trattati Roma fece pagare salatamente agli altri europei la riunificazione e così da divenire il IV Reich Angela o non Angela .con Shulz sarà peggio .vide bene il Cav chiamandolo kapò.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    25 Marzo 2017 - 13:01

    E’ grazie alla Brexit, che stiamo finalmente pensando all'Europa che vogliamo e che siamo. Grazie quindi, Thank You, Great Britain: l'unico paese europeo che poteva permettersi un Referendum e le sue conseguenza stotiche e politiche. Un grazie ENORME!! E ora vediamo, speriamo, che i popoli europei siano in grado di capitalizzare l'assist da oltre-manica, eleggendosi dei governi all'altezza, che l'Europa la salvino, dai mascalzoni all'arrembaggio a bordo dei taxi.

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