Il critico maledetto

Bruno Barilli, dalla musica al giornalismo. La genialità espressiva di un grande irregolare sul confine tra illusione e disperazione

“Forse esagero, e lo faccio volentieri” Bruno Barilli   Autunno del 1972. E chi se la ricorda più la sede dell’Adelphi in via San Pietro all’Orto, con la stanza di Luciano Foà affacciata su un terrazzo dove un acero rosso cresceva in un vaso. La stanza dove uno scontroso e intimidito giovane aspirante scrittore ascoltò una filippica di Alfredo Giuliani che aveva appena consegnato a Foà il dattiloscritto del suo Il giovane Max. Sarebbe uscito l’anno dopo. L’aspirante imberbe scrittore...

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