L’oppio dei disoccupati

Il reddito di cittadinanza ha una storia: eccola. E pure una filosofia più sensata di quella grillina

Luciano Capone

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capone@ilfoglio.it

L’oppio dei disoccupati

Un’immagine tratta dal film del 1936 “Tempi Moderni”, scritto diretto e interpretato da Charlie Chaplin

La guerra alla povertà ha enfaticamente posto sotto le luci della ribalta le inadeguatezze dei sistemi di welfare nazionali. L’assistenza fornita agli indigenti è, in molti stati, vergognosamente inadeguata, così come le norme che ne regolano la fruizione compromettono tanto gli incentivi quanto il potenziale che gli interessati avrebbero di aiutare se stessi. La maggior parte delle persone non ha accesso ai servizi di assistenza dello stato, dal momento che i criteri per accedere alle varie categorie di welfare federale,...

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    05 Marzo 2017 - 12:12

    Il reddito di cittadinanza "vero" sarebbe una manna per i furbi. Pensate a quanti lavorano in nero. Nel sud del nostro paese ma non solo nel sud, sembra che ben il 60% di coloro che si dichiarano disoccupati lavorino in realtà senza essere ufficializzati e non volendo esserlo loro per primi perchè così prendono anche il sussidio di disoccupazione. Per appurarlo basta andare a fare un riscontro con gli incassi di supermercati e centri commerciali. Anzi un po' di tempo fa una tale indagine fu fatta e risultò che gli incassi erano sproporzionati e non di poco rispetto al numero di famiglie con almeno un occupato. Altra cosa assai più seria sarebbe il "lavoro di cittadinanza". Sei disoccupato e allora lo stato ti fa fare dei lavori di pubblica utilità. Ma ho l'impressione che in molti declinerebbero tale opportunità.

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  • robyv73

    05 Marzo 2017 - 11:11

    Il fascino del “reddito di base” sta [...] nel fatto che è una misura alternativa al welfare state [...] è trasparente, non è paternalista ed elimina i costi della burocrazia e l’intermediazione statale. Questa è la ragione per la quale in Italia non verrà mai adottato.

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  • stefano.fumiatti

    05 Marzo 2017 - 08:08

    In relazione al reddito di cittadinanza, o di base, mi chiedo cosa succederebbe se in un paese dove venisse applicato tutti e dico tutti i suoi cittadini lavoratori decidessero di licenziarsi, richiedere anche loro il reddito di base e dedicarsi, pur con pochi risorse, a vivere senza un lavoro. Dove troverebbe lo Stato le risorse economiche necessarie per l'elargizione di tale reddito ? Riguardo invece l'incidenza della futura "robotica" sul mondo del lavoro, dagli studi attuali, sembra che solo il 5% delle attuali occupazioni verrà sostituito e cancellato dai robot. Per buona parte delle attività umani e macchine lavoreranno insieme quasi in simbiosi. Altre attività quasi non risentiranno della tecnologia. Mi chiedo quindi perché non destinare buona parte della nuova ricchezza prodotta a una attenta e pianificata riduzione generalizzata del l'orario di lavoro ?

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