Andiamo all’Atalanta

Passione quasi religiosa, strategia sportiva e capacità imprenditoriale. Che cosa c’è dietro al capolavoro che ha portato la squadra di Bergamo a giocarsela con le grandi della serie A

Andiamo all’Atalanta

Duemila persone hanno atteso l’Atalanta all’aeroporto sabato scorso, in piena notte, dopo la vittoria di Napoli (nella foto LaPresse, l’allenatore Gian Piero Gasperini festeggiato dai tifosi)

Tutti a raccontare la discesa in Italia di Starbucks. Tutti a intervistare il ceo Howard Schultz e/o, in subordine, Angelo Moratti, il partner più noto, per la famiglia e per il calcio. Il pallone c’entra, come c’entrano i colori nerazzurri, che però non sono quelli metropolitani dell’Inter. Occorre cercare quelli provinciali dell’Atalanta, occorre seguire i movimenti di Antonio Percassi. Mai fermo, come gli capitava in campo. Un difensore essenziale, di quelli che – negli anni Settanta – si attaccavano al...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi