Grillo s’è preso la tv

Dal populismo peloso di Giletti alle intemerate delle “Iene”: chi sono i nuovi predicatori del M5s

Grillo s’è preso la tv

Beppe Grillo (foto LaPresse)

All’epoca di “Mani pulite” le parole d’ordine erano “piazza”, “corruzione”, “società civile”. Parole celebrate e amplificate da “Samarcanda”, “Il Rosso e il nero”, “Profondo Nord”, “Milano, Italia”, “Un giorno in pretura”. Programmi che raccontarono, spinsero e incoraggiarono la transizione tumultuosa tra la Prima e la Seconda Repubblica. La parola con cui entreremo nella Terza è “vitalizio”. Format del momento e nutrimento di una fluviale epica televisiva del risentimento. Le serie tv americane superano il cinema, la televisione italiana sorpassa il...

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    26 Febbraio 2017 - 11:11

    Avete dimenticato il più falso di tutti: Chicco Mentana del TGLa7 (chi guarda ancora i talk è un irredimibile cretino).

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  • guido.valota

    26 Febbraio 2017 - 11:11

    Non è un miracolo, che M5S sia solo al 32%. È che i grillini sono analfabeti, non sanno riconoscere il simbolo, e mettono la croce a caso. Una parte delle croci finisce casualmente nel posto giusto.

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  • p.ascari

    26 Febbraio 2017 - 10:10

    Ma guarda te! ...........e l'ha fatto senza sborsare una lira. Ce n'era un altro invece, vostro amico, che ha ottenuto lo stesso risultato, ma pagando un sacco di soldi. Pensa te che fesso.

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  • Giovanni

    26 Febbraio 2017 - 08:08

    E non solo la TV. Alcuni poteri forti gli si stanno affiancando. Non certo in buona fede ma per scopi strumentali (lo stesso avvenne col fascismo) dato che le masse sono così facilmente pilotabili e con un paio di algoritmi le fai andare dove vuoi. E chi può sa anche come pilotare Grillo. Se i pentastellati vincono le prossime elezioni moriranno i partiti così .come li conosciamo e l'Italia sarà governata da una società privata. Certamente non aiuta l'estrema frammentazione del quadro politico per cui la gente ormai alquanto disinteressata non ricorda neanche i nomi degli innumerevoli partitelli ma una cosa è certa e deve essere chiara a tutti: le prossime elezioni potrebbero segnare la fine del sistema parlamentare in Italia e fors'anche della Unione Europea.

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