I nuovi barbari

Nazionalismo, crisi demografica, islam, debito pubblico, ipertrofia, panem et circenses: il crollo dell’antica Roma un monito per l’Europa d’oggi. Parla lo storico David Engels

I nuovi barbari

L’ascesa di politici populisti come Catilina o Clodio contribuì a destabilizzare ulteriormente l’intero sistema (Cesare Maccari, “Cicerone denuncia Catilina”, 1889, Roma, Palazzo Madama)

Le cause della decadenza di Roma costituiscono un tema dominante del pensiero storico dal mondo antico ai giorni nostri, quasi un paradigma. Ma è vero anche che nelle storie di quella decadenza gli europei occidentali amano rispecchiarsi. Uno storico belga, David Engels, legge la storia di Roma come un ammonimento all’Europa contemporanea. Engels lo ha appena detto al maggiore quotidiano austriaco, Kronen Zeitung: “Seguiremo l’esempio della decomposizione della Repubblica romana. Proprio come la tarda Repubblica romana, anche l’Europa si trova...

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  • carlo.trinchi

    13 Febbraio 2017 - 19:07

    Siamo oltre una crisi da impero romano. Quello si fermò perché impossibile gestirlo con i canoni della repubblica. Dividerlo fu ugualmente un modo ma non il fine. Quello di oriente arrivò al 1400. Quello di occidente collassò e tornò in essere con Carlo Magno per poi ricrollare per incapacità gestionale. Il punto è ora l'Europa che fu e che non potrà più essere come la vediamo ma solo unita. Ed è inevitabile che sempre al centro si torna e cioè ad un nuovo impero. Fuori di essi il mondo moderno non può affrontare i problemi che vi sono e continueranno ad esservi. la rivoluzione scientifica è, sarà inarrestabile e questo unisce. Le religioni o si aggiornano o non avranno possibilità di sopravvivenza. L'Islam è un fatto momentaneo, un ripiego di rabbia ma non una convinzione divina futura. Nessuno ferma niente, solo un impazzimento planetario. Il punto di non ritorno scientifico si è consolidato. L'uomo non lo fermerà più nessuno. Men che meno il Dio che ci portiamo appresso da millenni.

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  • andrea.maccarini

    13 Febbraio 2017 - 09:09

    Le diagnosi del declino ormai sono innumerevoli. Impossibile non coglierne gli aspetti convincenti. Però ormai c'è anche una retorica del declino. Ed è una retorica a volte grossolana. L'impero romano d'Occidente soffre una crisi profonda nel terzo secolo d.C., si riprende e poi crolla nel quinto secolo. La crisi della Repubblica nel primo secolo sfocia nell'Impero, non nella dissoluzione. Quello imperiale può essere un esito più o meno gradito, ma non ha nulla a che fare con la caduta e il declino di un'intera civiltà. Ci sono svariati secoli di mezzo! Se ragioniamo così, arriveremo al paradosso di dover concludere che nessun sistema e nessuna civiltà nella storia umana abbia mai avuto successo, perché nessuna è durata millenni.... Inoltre, un esito di tipo "imperiale" non mi pare proprio prevedibile nel futuro dell'Europa contemporanea. Morale: con le analogie bisogna stare attenti ed è ora di pensare al "dopo", con serietà ma non necessariamente in forma apocalittica.

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    • maurizio guerrini

      maurizio guerrini

      13 Febbraio 2017 - 11:11

      Trovo corrette le sue osservazioni. Seguendola sulla propositività e "pensando al dopo" mi chiedo com'è possibile farlo senza il conforto di una corretta lettura della storia moderna, cosa che mi lascia atterrito nel constatare come la promessa di benessere e pace per tutti, basata sulla fede tecnologica per il villaggio globale, si stia risolvendo nel riconoscimento di un pugno di riso a molti, non a tutti, accompagnato dalla disperazione che spinge ad emigrare fiumane di schiava umanità. Con la medesima positività avremmo dovuto approntare le misure per il loro accoglimento nel nostro paradiso di benessere (detto senza ironia per loro lo è ancora), ma anche qui la cattiva coscienza dell'occidente ha i conti aperti con la storia che nega tutti i passati sfruttamenti che proseguono imperterriti. Agli eccessi nell'autoflagellazione per il colonialismo è seguito l'amorale affarismo consociativo con dittatori ed aguzzini di ogni stregua. Solo da questo esame si può fattivamente ripartire

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      • info

        13 Febbraio 2017 - 16:04

        Maurizio, sui “passati sfruttamenti che proseguono imperterriti” i principali responsabili sono quegli organismi istituzionali, Onu in testa, che, nato per risolvere conflitti, sicurezza, e sviluppo economico, hanno fallito il mandato divorando miliardi di dollari ogni anno. A ruota seguono organismi nazionali che non hanno fatto meglio, considerando l’impegno economico profuso. E se altri cattivoni vengono ufficialmente additati al pubblico ludibrio è perché i sopracitati hanno lasciato fare. Pochissimi ne uscirebbero puliti. E nessuno ha voglia di finire nel tritacarne di un esame per poi “ripartire”.

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        • maurizio guerrini

          maurizio guerrini

          15 Febbraio 2017 - 18:06

          Concordo. Tanto più la storia non ritorna sui suoi passi ma reagisce alle mistificazioni ed ha portato per l'Europa il contappasso della smania autodistruttrice, ultima possibilità rimastale di reagire alla crisi sociale ed economica, che non ha compreso, senza poter mettere in atto le economie di guerra che avevano temporaneamente risolto le crisi del passato.

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