Non c’è banchiere che tenga

Prima c’erano i buoni e i cattivi, poi la crisi ha sconvolto i conti degli uni e degli altri. La gens nova

Einaudi sosteneva che le banche devono pagare stipendi o chiudere i bilanci in attivo, ma devono farlo “soltanto col servire nel miglior modo il pubblico” (nella foto, New York dopo il crac del ’29)

Einaudi sosteneva che le banche devono pagare stipendi o chiudere i bilanci in attivo, ma devono farlo “soltanto col servire nel miglior modo il pubblico” (nella foto, New York dopo il crac del ’29)

Questo articolo comincia con una domanda e finisce senza una risposta. Ogni rimostranza dei lettori, dunque, è assolutamente ben accetta. Il fatto è che si occupa di un soggetto di per sé enigmatico, molto difficile da decifrare, oggi ancor più di prima: il banchiere o meglio ancora il mestiere del banchiere. Non si tratta di un saggio, men che meno di un trattatello teorico; al contrario, partiamo dalla cronaca e da persone concrete, con nome, cognome e volto ben riconoscibili....

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi