L'agenda diplomatica di Trump e il cambio di passo rispetto a Obama

Il presidente americano è nel pieno del suo primo viaggio ufficiale all’estero, oggi ha incontrato il Papa, e finora si può dire che è andata bene

L'agenda diplomatica di Trump e il cambio di passo rispetto a Obama

Foto LaPresse

Santi Donaziano e Rogaziano

 

Trump dal Papa. A che ora è l’impeachment? Non si sa, la pila dell’orologio è scarica, le lancette si sono fermate e signora mia sono tempi cupi, pensi che s’è visto Trump sorridere in compagnia del Papa. Trenta minuti di colloquio in Vaticano, regia e coreografia della visita perfetti, grandi immagini e flash: Melania stupenda in nero, Trump che fa The Donald (“non dimenticherò mai quello che mi ha detto”), Francesco che fa Francesco e chiede a Melania il menù del marito (“cosa gli dà da mangiare, pizza?”), l’ex petroliere e segretario di Stato Rex Tillerson emozionato, Ivanka Trump e il marito Jared Kushner in fila per stringere la mano al Santo Padre, e poi i doni, la non violenza, l’ambiente, l’ulivo della pace e il puntuale, inesorabile, travaso di bile dei democratici che con gli occhi colmi di lucciconi guardano il profilo Instagram del (fu) fotografo della Casa Bianca, Pete Souza, sospirano e poi esalano un pensoso commento sui destini del mondo in progress: “Noi abbiamo Obama in Toscana che sta diventando sommelier”. 

 

Agenda diplomatica. Il presidente in carica, Trump, è nel pieno del suo primo viaggio ufficiale all’estero, Potus is abroad, e finora si può dire che è andata bene: in Arabia Saudita e Israele Trump ha interpretato il cambio di passo rispetto all’amministrazione Obama (ha rafforzato l’alleanza con la petro-monarchia e riaperto il dossier del nucleare iraniano; ha ricucito i rapporti che si erano deteriorati con Israele) e a Roma ha cominciato il momento eurocentrico del suo programma. Dopo la visita dal Papa, oggi Trump incontrerà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Briefing su Unione europea, rapporti Transatlantici, G7 e Nato, tutta quella materia che si chiama contemporaneità. Poi tappa a Bruxelles, pranzo che dirà molto sul futuro con il presidente francese Emmanuel Macron, primo vertice Nato con il segretario della Difesa James Mattis, shakerata agli alleati su bilancio e impegno militare e poi tappa finale: il meeting del G7 a Taormina. A che ora è l’impeachment?

 

Fumo e specchi. Nelson De Mille, un grande scrittore di thriller e spy stories, quando nel plot di un suo romanzo fa entrare in campo uno dei suoi tipici characters, un agente della Cia da cui non comprereste mai un’auto usata, aggiunge sempre la frase che riassume quello che fanno a Langley: “Un gioco di fumo e specchi”. Ieri davanti al Senato americano ha testimoniato l’ex direttore della Cia (nominato da Obama) John O. Brennan e la sua audizione è nel solco di quel gioco nebuloso. Ha chiarito qualcosa sui cosiddetti rapporti tra esponenti del giro di Trump e la Russia? No, perfino la cronaca del New York Times resta appesa al vuoto pneumatico. Se c’era fumo è aumentato, se c’erano specchi, si sono moltiplicati. Il titolare di List resta con il taccuino aperto, in attesa di poter valutare dei fatti e non delle opinioni. A che ora è l’impeachment?

 

Manchester e i soldati in strada. L’attentatore probabilmente ha dei complici. Così scrive stamattina il Financial Times. E’ vero che il fai da te nel terrorismo islamista è un fatto regolare, ma costruire la bomba, andare e venire dalla Libia, sono altrettanti fatti che non fanno dormire sonni tranquilli. La bomba usata dal ventiduenne di origini libiche Salman Abedi (conosciuto alle forze di polizia e ai servizi per il pericolo di una sua radicalizzazione) secondo il ministro degli Interni Amber Rudd era “molto sofisticata” rispetto ad altre e “probabilmente non è stata confezionata dal solo Abedi”. Ecco la ricostruzione dell’attentato in questo grafico del Times:

Conseguenza: il livello di allerta terrorismo nel Regno Unito si è alzato al massimo livello su cinque possibili. Si cercano complici, contatti, si scava nella vita di Abedi, si dispiegano i soldati a Manchester e nelle altre metropoli e obiettivi sensibili del paese. E’ un film già visto in Francia. Finora sono stati resi noti i nomi di nove vittime dell’attentato alla Manchester Arena: tutti giovanissimi.

 

Libia, Italia. Il link diretto dell’attentatore di Manchester con la Libia – rivelato dal Times di Londra – apre un capitolo che riguarda da vicino l’Italia. Dove è stato addestrato Abedi? Chi sono i suoi contatti in Libia? Tre settimane fa Abedi era in Libia, chi ha visto? Esistono gruppi armati in Libia che preparano kamikaze da inviare in Europa? E’ materiale radioattivo che interessa i servizi segreti italiani.

 

La Cina contro Moody’s. L’agenzia di rating americana per la prima volta negli ultimi trent’anni ha ritoccato al ribasso il rating della Cina. Pechino non l’ha presa benissimo: “Il declassamento è il risultato di una metodologia non appropriata”. Il livello di crescita del debito secondo le autorità cinesi è "ragionevole" e Moody’s "sopravvaluta le difficoltà che affronta l'economia cinese e sottovaluta la capacità della Cina di approfondire le riforme dal lato dell'offerta e di espandere la domanda generale". E’ il grande risiko dell’economia globale. A che gioco gioca l’Italia? Seguite il titolare, si va in Confindustria.

 

Assemblea di Confindustria. Il presidente Vincenzo Boccia ha svolto la sua relazione, ecco alcuni passaggi che il titolare di List ha appuntato sul taccuino:

  • Dal 2000 a oggi il Pil italiano è rimasto invariato, contro il 27 per cento della Spagna, il 21 della Germania, il 20 della Francia. Il reddito per abitante è ai livelli del 1998. Vent'anni perduti;
  • La ripartenza c'è stata ma procede ad un ritmo lento, il pil italiano sarà ancora del 6 per cento inferiore al livello 2007, dopo aver segnato -9 per cento nel 2013;
  • Con una legge elettorale proporzionale comincerebbe una nuova stagione di immobilismo, in un quadro neo corporativo e neo consociativo;
  • Serve un "Patto di scopo" tra imprese, lavoratori, mondo della politica, banche e istituzioni finanziarie per accelerare la crescita. L'obiettivo è quello di "uscire dalle criticità italiane e costruire una effettiva dimensione europea;
  • Confindustria chiede l'azzeramento del cuneo fiscale sui neo assunti per tre anni;
  • Abbandoniamo ricette fantasiose e di facile consenso. Lasciamo a chi si inventa leader, senza nemmeno avere il senso della storia, di propagandare avventure pericolose che ci porterebbero dritti fuori dall'Europa e dentro fallimenti pubblici e privati: a pagare a caro prezzo sono da sempre i soggetti sociali più deboli e le imprese.

Sono cose che i lettori di List conoscono bene. Il presidente di Confindustria Boccia ha i piedi per terra. Sul taccuino resta una domanda senza risposta: quando torna sulla terra la politica?

 

24 maggio. Viene aperto al traffico il Ponte di Brooklyn. Vi lavorarono per 14 anni 600 operai, 27 dei quali morirono durante la costruzione per diversi incidenti. Morì anche il progettista, John Augustus Roebling, fu sostituito dal figlio, Washington Roebling, che ebbe a sua volta un grave incidente che lo paralizzò parzialmente, i lavori furono diretti e conclusi dalla moglie, Emily Warren Roebling. Che storia.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    24 Maggio 2017 - 18:06

    Caro Sechi , sentito il "democratico" Rampini?: ''La visita del maschilista Donald salvata dalle donne''. L'equiparazione delle donne alle Oche del Campidoglio, è perfetta. Povera anima, a forza di rosicare non ha più denti.

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  • luigi.desa

    24 Maggio 2017 - 18:06

    Grande Trump ,funambolo da Nobel,caro Mario.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    24 Maggio 2017 - 16:04

    I democratici? Lo stupro del lemma. La “democrazia ateniese “ aveva un senso e funzionava abbastanza bene nell'ambito della sua elitarietà e dei confini della “polis”, figuriamoci se Atene intendeva “esportarla” in Persia, dopo secoli passati in sonno, è stata bruscamente risvegliata, strattonata e stuprata nel suo significato nativo, per usarla contro gli altri poteri in essere, magnificandola come la nuova luce dell’umanità. Passando sopra ai contesti storici/culturali/religiosi/di costumi, dei luoghi che si voleva “democratizzare”. Ne è derivato uno stupro aggravato e continuato che ha negativamente coinvolto anche i suoi paladini. Sono fiorite definizioni di comodo, strumentali, emotive: democrazia popolare, l’aggettivo che rinnega il nome, DDR, la democrazia del partito unico, democrazia rappresentativa, ora sotto scacco della democrazia diretta. Oggi definirsi “democratici” non va oltre il banale “abbiamo tutti due gambe”. Povera e nuda sen va democrazia.

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