Trump alla prova di Papa Francesco

Il presidente Usa sbarca oggi a Roma. Domani l'incontro in Vaticano con il Pontefice. I due sono agli antipodi, riusciranno a colmare le distanze?

Trump alla prova di Papa Francesco

Trump e la moglie Melania davanti alla chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme (foto LaPresse)

Sant’Eutizio

A che ora è l’impeachment? Non si sa, l’orologio va indietro, le pile delle batterie sono scariche. Il risultato è che i mercati hanno ricominciato il Trump Trump, segno che l’uscita dalla Casa Bianca è lontana. L’indice S&P 500 è di nuovo vicino ai livelli record, il caos politico può attendere. Sì, ma a che ora è l’impeachment? Non lo sappiamo, quello che si sa di solito fa parte del mondo dei fatti.

 

No, è l’ora del Papa. E quindi? E quindi oggi Trump atterra a Roma (ore 18.30 Air Force One all’aeroporto di Fiumicino) e domani incontra Papa Francesco, dopo aver fatto bene in Arabia Saudita e in Israele. Il faccia a faccia con il Pontefice potrebbe dargli qualche dispiacere? Forse, perché il Papa della Pampa è tipo che scartavetra le cose in faccia. Venti minuti basteranno per capirsi o amabilmente detestarsi? Il Papa e Trump sono agli antipodi, per capirsi bisogna colmare la distanza. Mission impossible. L’Atlante di Papa Francesco è profondamente diverso rispetto a quello del Presidente degli Stati Uniti. Questo è il vero tema del giorno, la notizia da esplorare, capire, impaginare. Se fossimo in un paese normale. Ma viviamo in Italia. E cosa succede? Seguite il titolare di List.

 

Non è la Rai. Cosa c’è in cima all’agenda degli italiani? Il lavoro, il reddito, l’istruzione e il futuro dei propri figli, il welfare. Il titolare di List ha una solida certezza: tra i primi dieci punti dell’agenda delle famiglie italiane non c’è la Rai. E neanche tra i primi venti, trenta o quaranta. Ma i quotidiani italiani hanno un’agenda diversa, sono sempre più avanti (e indietro con le copie) vedono dove il popolo invece è cieco. Dunque, in virtù di questa indubbia capacità di visione, stamattina su giornali già invecchiati, ribattuti e/o resi inutili dopo l’attentato notturno di Manchester, titoloni e addirittura aperture di pagina di edizioni da macero erano dedicati allo scontro tra il consiglio d’amministrazione della Rai e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. Era la notizia più importante? No. L’autoreferenzialità è un problema grave (ma non serio) del mondo dei media e della politica: si vedono, si parlano, si auto-pubblicano, auto-titolano e auto-impaginano. Terrazza. Cin cin. E via con un’altra notizia inutile. E il mondo dove va? Corre, in direzione ostinatamente contraria rispetto a quello che fa l’Italia. Anche sulla Rai. Seguite il titolare di List, andiamo a Cannes. Tranquilli, solo per un istante, dosi elevate di yachting socialmente responsabile annebbiano il cervello.

 

Cinema, TV, Amazon!  A Cannes si è discusso se far partecipare alla mostra del cinema e perfino premiare o no i prodotti cinematografici di Netflix. Di fronte a questo dibattito davvero intelligente (Netflix oggi è uno dei più grandi produttori di immaginario visivo), anche la polemica da mercato di Campo de’ Fiori sulla Rai, rischia di apparire una cosa seria. Così, mentre il dibattito degli intellò spiaggiati come ossi di seppia sul ponte di un trenta metri va avanti, rigorosamente tra un’ostrica e l’altra, la realtà avanza e il vostro umile cronista segnala che Amazon sta ampliando la sua offerta europea di live tv e oggi un abbonato a Amazon Prime in Germania e nel Regno Unito avrà la possibilità di vedere anche Discovery, ITV e Eurosport. 

 

 

È vero che la tv tradizionale domina ancora il consumo, ma questo già non vale più per i giovani, cioè gli adulti di domani. Il punto non è cosa c’è oggi, ma cosa ci sarà e soprattutto non ci sarà domani. Chi ha un business nel mondo dei media non deve tenerselo stretto, ma cambiarlo in fretta. Chi non ce l’ha, paradossalmente parte favorito: può inventare quello giusto. In bocca al lupo.

Che fine ha fatto la Grecia?  È là, entra ed esce dalle crisi economico-finanziarie come se fosse il momento di un caffè al bar. E così Atene continua a suonare e ballare il sirtaki finanziario. Si fa un gran parlare di rinascita dell’Unione europea con la vittoria di Emmanuel Macron in Francia, ma poi arriva la realtà e ci ricorda dove siamo: dopo 7 ore di colloqui ieri non è stato raggiunto alcun accordo sul piano di salvataggio della Grecia. Come sapete, c’è un piano complessivo approvato da 86 miliardi con l’Unione europea, ma poi di volta in volta vanno staccati gli assegni per Atene e va tagliato il debito e su questo non c’è accordo. La Grecia, nel frattempo, segnalo che è entrata per la quarta volta in recessione. E’all’ultimo posto nella crescita in Europa, poco prima c’è l’Italia. 

 


 

23 maggio. Data complicata per moralizzatori eretici e filosofi non tolemaici. Nel 1498 Girolamo Savonarola viene messo al rogo a Firenze. Nel 1592 Giordano Bruno viene arrestato a Venezia.

A sinistra la statua di Giordano Bruno a Roma, a destra quella di Girolamo Savonarola a Ferrara

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Commenti all'articolo

  • giorgio.coen

    23 Maggio 2017 - 17:05

    Non vedo differenze tra la politica di Bergoglio e quella di Trump, ambedue cercano di realisitcamente avvicinare il mondo islamico probabilmente senza successo il primo andandoad abbracciare ed anche baciare l'Imam del Cairo che istiga ai genocidi ed il secondo manifesta la sua amicizia senza macchia all'Arabia Saudita, marcia di terrorismo. Realpoltik sempre.

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  • perturbabile

    23 Maggio 2017 - 17:05

    Perché Trump va dal Papa? Perchè, primo capo di stato al mondo, dignitosamente non declina la visita a colui che dichiarò che 'Trump non è un buon cristiano', con arroganza di giudizio verso un esponente di un'altra religione, verso un protestante? Sarebbe un civile esempio agli altri capi di stato (democratici), uno stimolo alla riflessione della gente, un insegnamento al Papà stesso.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    23 Maggio 2017 - 16:04

    Caro Sechi, lo sa molto meglio di me. Pubblicamente non si pesteranno i piedi. Non conviene a nessuno dei due. Tanta fuffa, pro vulgo, sarà sui dettagli e sulle interpretazioni: ciascuno li svolgerà pro domo sua. I veri rapporti tra Chiesa di Bergoglio e Amministrazione Trump. saranno definiti, aggiustati, limati, nelle rispettive Segreterie. Ma la Trasparenza!? Cosa??? La fiaba per addormentare gli scemi?

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  • contirlm

    23 Maggio 2017 - 15:03

    Grazie Mario Sechi.

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