Cosa dice Wall Street sulla salute dell'amministrazione Trump

Il dollaro, i rendimenti dei titoli del Tesoro americano e il petrolio saliranno, l’oro andrà giù e l’ora dell’impeachment si sta allontanando

Cosa dice Wall Street sulla salute dell'amministrazione Trump

Donald Trump (foto LaPresse)

Santa Rita

A che ora è l’impeachment? Non c’è, non si sa se ci sarà e se ci sarà preparate una grande scorta di patatine e Big Mac perché la cosa sarà lunga. Tutta colpa dei democratici che hanno eletto Hillary presidente della California, (sì, naturalmente ha perso le elezioni presidenziali solo a causa di Wikileaks e di Putin, ma ha preso più voti etc. etc. etc.) e dunque c’è Trump (sì, non è Reagan, non è Bush junior e pure senior non è nemmeno Nixon, è pagato da Putin etc. etc. etc.) e con lui bisogna pur fare i conti oggi, domani e per molto tempo ancora. Fino a quando? Spiacenti, non sappiamo a che ora è l’impeachment. Però i mercati qualcosa hanno cominciato a sospettare e alle perdite della scorsa settimana oggi seguiranno i recuperi, il sell-off non c’è e in questa situazione di liquidità e buon momento economico, vincono i tori e non gli orsi. E’ il Trump Trump dei mercati: la situazione politica americana è da guerra civile strisciante (lo era fin dalla campagna presidenziale) e resterà così per tutto il mandato di The Donald. Sì, ma a che ora è l’impeachment? Non si sa, il titolare di List sul taccuino stamattina ha il seguente punto nave:

  • Il dollaro, i rendimenti dei titoli del Tesoro americano e il petrolio saliranno, l’oro andrà giù e l’ora dell’impeachment si sta allontanando.

Wall Street è un gran bel termometro per capire come va il mondo. A volte crolla, ma questa è un’altra storia che raccontano da mesi e per ora il fatto, il numero, il dato è che l’indice S&P 500 è di nuovo vicino ai massimi storici. A che ora è l’impeachment? L’orologio va dannatamente indietro.

 

Trump d’Arabia. Niente a che vedere con il mito Lawrence, ma anche qui le cose sono andate in maniera leggermente diversa da quanto si immaginava a leggere le cronache da fine della democrazia di New York Times e Washington Post: Trump ha tirato giù un discorso da Presidente degli Stati Uniti (è una notizia), ha guadagnato punti sul tabellone della politica estera, ha rafforzato la già fondamentale collaborazione con l’Arabia Saudita e (ri)aperto il fronte con l’Iran – proprio mentre il presidente uscente Hassan Rouhani vinceva le elezioni - in linea con quanto pensano da sempre i falchi di Washington sul programma nucleare di Teheran. Il fronte iraniano sarà causa di discordia con l’Europa, ma Trump (e il segretario di Stato Rex Tillerson) questo lo sanno benissimo e sanno anche che finché l’Europa sarà divisa, si tratta di un problema facilmente aggirabile. Il discorso di Trump è andato oltre le aspettative, ma Elliot Abrams (advisor di George W. Bush Sul Medio Oriente) sulla National Review vede un punto nebuloso: Trump ha detto che l’Islam deve combattere il terrorismo, senza però indicare perché esiste, lo ha definito come un’ideologia, ma ne ha dato una soluzione puramente militare e non invece anche culturale. Non ha cioè individuato le ragioni profonde dell’odio. E’ un tema che resta sospeso. In ogni caso, la toccata di Trump in Arabia Saudita è stata positiva, il pezzo di Abrams è altamente consigliato per sapere e per capire e oggi si fa tappa in Israele, altro appuntamento delicatissimo. A che ora è l’impeachment? S’è scaricata la pila dell’orologio.

 

A che ora è il default? Nel frattempo, in un paese lontano dall’universo reale, l’Italia, accadono cose notevoli: le due banche venete in stato di semi-coscienza (Popolare di Vicenza e Veneto Banca) non trovano un miliardo di euro per la ricapitalizzazione e sono sull’orlo del default e dell’applicazione del bail-in. Cosa succede? La Commissione Europea chiude un intervento privato da un miliardo di euro prima di dare il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale da 6,4 miliardi da parte dello Stato. Sono le regole del bail-in, le hanno votate i parlamentari italiani, solo che sono in fase di smemoratezza acuta. Chi mette i soldi? Di cavalieri bianchi non se ne vedono, finora non si è fatto avanti nessuno. Chi ha visto i bilanci ha deciso di seguire alla lettera il copione di un film di Woody Allen: prendi i soldi e scappa. Vi sembra troppo? I forzieri di Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono ancora pieni di sofferenze. In quelle due splendide realtà del credito all’italiana un prestito su cinque è perduto.

 

A che ora sale il Pil? L’Istat ha rivisto al rialzo la stima del prodotto interno lordo per il 2017. Evviva, spumante per tutti: +1 per cento. Che crescita è rispetto agli altri paesi avanzati? Questa:

La realtà: l’Italia ha una crescita pari a un terzo rispetto a quella della Spagna. Olè.

 

22 maggio. Nel 1906 i Fratelli Wright brevettano l’aeroplano. Comincia l’era del volo.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    22 Maggio 2017 - 12:12

    Naturalmente se in Italia si continua a dare credito alla Washington Post e al NYT negli Usa l' impeachment per Trump è sempre dietro l'angolo. Sull'autorevolezza di questi due quotidiani, osannati oltre misura, in Italia, ci sono molti dubbi, data la loro posizione contro Trump.

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    • Skybolt

      22 Maggio 2017 - 15:03

      Poi dopo la clamorosa storia della battuta di Ryan su Trump pagato da Putin fatta passare per una cosa seria dal WashP (e seguita da tutti i giornaletti italici), il livello è a zero. ormai dalle fakenews siamo passati alla fakecredibility.

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